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L’inchiesta
04 Aprile 2026 - 06:10
Una settimana fa il sequestro di due impianti di trattamento rifiuti, quello di via Reiss Romoli e quello di strada Bellacomba, a Torino. E ora le indagini, partite con perquisizioni che risalgono al 2023, potrebbero espandersi a macchia di leopardo, sfiorando il subappalto per il prolungamento della Metro 1 da Collegno a Cascine Vica e l’inchiesta Echidna: per le infiltrazioni della ‘ndrangheta nei cantieri dell’autostrada A32, Torino-Bardonecchia.
I conti che non tornano
Oltre 200mila tonnellate di terre e rocce da scavo, spesso contaminate, sarebbero state gestite in modo irregolare, conferite in impianti non idonei, non trattate correttamente e poi re-immesse sul mercato come materiali recuperati grazie a certificazioni false. L'appalto per la bonifica dell'area del Parco della Salute, sarebbe stato caratterizzato da prezzi fuori mercato, insostenibili seguendo le norme vigenti.
Le investigazioni hanno evidenziato come il prezzo pattuito per il trattamento dei rifiuti fosse pari a sette euro a tonnellata a fronte di costi reali stimati, a seconda del livello di contaminazione dei rifiuti trattati, fino a 60 euro a tonnellata. Diversa la versione del commissario straordinario Marco Corsini, incaricato di coordinare le attività di progettazione del futuro Parco, struttura da oltre mille posti letto, su una superficie da 140mila metri quadrati, con target 2030, (prorogato di un anno per la bonifica, proprio quella nel mirino delle indagini). «Per noi nessun rischio di ritardo», aveva assicurato all’indomani del sequesto dei due impianti, precisando: «Il prezzo pattuito per il trattamento dei rifiuti in fase di gara era di circa sette euro a tonnellata, ma a seguito del rincaro materiali, il costo è stato adeguato a 34 euro per tonnellate».
Ombre di ‘ndrangheta
Ma da quanto recentemente emerso, oltre alla lunga catena di subappalto per la bonifica del Parco della Salute di via Nizza, perplimono i contatti con ditte di movimento terra coinvolte nell’inchiesta Echidna, che vede ad oggi nove imputati per associazione mafiosa e una serie di reati legati a estorsione, ricettazione, traffico di armi e spartizione illecita di appalti pubblici, soprattutto nel movimento terra e nei cantieri dell’autostrada A32 Torino–Bardonecchia. L’Srl, inoltre, sarebbe stata anche attiva nei lavori per il prolungamento della Metro 1, da Collegno a Cascine Vica (Rivoli), venendo poi allontanata.
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