Cerca

L’inchiesta

Bonifica sotto accusa: Gli indagati sono 10...e spunta la Metro Uno

La Direzione Distrettuale Antimafia indaga sugli appalti della Perino Piero accusata di riutilizzo illecito di rifiuti. La srl era anche attiva nei lavori per il prolungamento Metro 1

Parco della Salute, Corsini lancia un appello: «Tempi troppo lunghi, serve accelerare»

Una settimana fa il sequestro di due impianti di trattamento rifiuti, quello di via Reiss Romoli e quello di strada Bellacomba, a Torino. E ora le indagini, partite con perquisizioni che risalgono al 2023, potrebbero espandersi a macchia di leopardo, sfiorando il subappalto per il prolungamento della Metro 1 da Collegno a Cascine Vica e l’inchiesta Echidna: per le infiltrazioni della ‘ndrangheta nei cantieri dell’autostrada A32, Torino-Bardonecchia.

Sono dieci, per ora, gli indagati nell’ambito dell’appalto legato alla bonifica dei cantieri del Parco della Salute.
Al centro lo spostamento e lo stoccaggio di rifiuti speciali all’interno dell’area ex Fiat-Avio. Attività avvenute senza autorizzazioni «conformi all'attività effettivamente svolta» e a prezzi fuori mercato, tali da rendere sostenibili le operazioni solo con pratiche illecite. Queste le ipotesi di reato nell’ambito dell’operazione “Millennium", portata avanti dai carabinieri del Noe (Nucleo operativo ecologico) di Torino e dei colleghi per la Tutela ambientale e la sicurezza energetica di Milano, sulla società subappaltante Perino Piero srl.

I conti che non tornano
Oltre 200mila tonnellate di terre e rocce da scavo, spesso contaminate, sarebbero state gestite in modo irregolare, conferite in impianti non idonei, non trattate correttamente e poi re-immesse sul mercato come materiali recuperati grazie a certificazioni false. L'appalto per la bonifica dell'area del Parco della Salute, sarebbe stato caratterizzato da prezzi fuori mercato, insostenibili seguendo le norme vigenti.
Le investigazioni hanno evidenziato come il prezzo pattuito per il trattamento dei rifiuti fosse pari a sette euro a tonnellata a fronte di costi reali stimati, a seconda del livello di contaminazione dei rifiuti trattati, fino a 60 euro a tonnellata. Diversa la versione del commissario straordinario Marco Corsini, incaricato di coordinare le attività di progettazione del futuro Parco, struttura da oltre mille posti letto, su una superficie da 140mila metri quadrati, con target 2030, (prorogato di un anno per la bonifica, proprio quella nel mirino delle indagini). «Per noi nessun rischio di ritardo», aveva assicurato all’indomani del sequesto dei due impianti, precisando: «Il prezzo pattuito per il trattamento dei rifiuti in fase di gara era di circa sette euro a tonnellata, ma a seguito del rincaro materiali, il costo è stato adeguato a 34 euro per tonnellate».



Ombre di ‘ndrangheta
Ma da quanto recentemente emerso, oltre alla lunga catena di subappalto per la bonifica del Parco della Salute di via Nizza, perplimono i contatti con ditte di movimento terra coinvolte nell’inchiesta Echidna, che vede ad oggi nove imputati per associazione mafiosa e una serie di reati legati a estorsione, ricettazione, traffico di armi e spartizione illecita di appalti pubblici, soprattutto nel movimento terra e nei cantieri dell’autostrada A32 Torino–Bardonecchia. L’Srl, inoltre, sarebbe stata anche attiva nei lavori per il prolungamento della Metro 1, da Collegno a Cascine Vica (Rivoli), venendo poi allontanata.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Logo Federazione Italiana Liberi Editori L'associazione aderisce all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria - IAP vincolando tutti i suoi Associati al rispetto del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e delle decisioni del Giurì e de Comitato di Controllo.