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Il Borghese

Pasqua, l'uovo (caro) come la benzina: ecco chi manovra i prezzi

Le motivazioni di una tempesta perfetta cominciata due anni fa e le conseguenze per i consumatori

Pasqua, l'uovo (caro) come la benzina: ecco chi manovra i prezzi

A Torino la Pasqua diventa salata: le uova di cioccolato raggiungono i 130 euro al chilo, così come si impennano i prezzi degli alimentari. Colpa della guerra in Iran? Anche, ma nella realtà bisogna partire da molto più indietro.

Possiamo andare ad almeno due anni fa, quando i prezzi del cacao hanno cominciato a salire in maniera mai vista. Il motivo? Tecnicamente, la carenza di cacao. Insomma, siccità e cambiamenti climatici hanno colpito duro sulle coltivazioni, in particolare nell’Africa Occidentale, portando all’aumento dei prezzi a causa della scarsità dell’offerta. Uno scenario non dissimile da quello del caffè.

Oggi, però, su questa combinazione di fattori si inserisce quello “logistico”, per così dire. Lasciamo da parte il blocco di Hormuz che va a paralizzare la circolazione delle merci e quindi delle materie prime: quello influisce indirettamente, in quanto tutta la situazione in Medio Oriente sta facendo impennare i prezzi dei combustibili e delle risorse fossili. Traduzione: l’energia costa di più, il trasporto costa di più, ad aumentare è così il prezzo industriale. Esattamente come accade per la benzina.

Queste sono le cause tecniche, che però in economia non sono mai la malattia ma spesso un sintomo. Il meccanismo degli aumenti, come quello di una infezione, si chiama speculazione, in particolare da parte dei grandi fondi finanziari: sono questi i player che muovono l’economia globale e, in circostanze come quella che vi ho descritto all’inizio, scommettono sull’aumento dei prezzi, scommettono sul mercato e contro il consumatore. E non sono certo gli unici.

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