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Il caso
07 Aprile 2026 - 09:10
Il governo guidato da Giorgia Meloni sta lavorando a un nuovo disegno di legge che potrebbe modificare drasticamente l’accesso dei ragazzi ai social network e alle piattaforme di condivisione video. Secondo la bozza emersa nelle ultime ore, la soglia minima per iscriversi sarebbe portata a 15 anni, superando l’attuale limite di 13 anni presente nella maggior parte dei servizi digitali.
L’iniziativa italiana segue una tendenza globale: l’Australia ha già introdotto una legge simile, entrata in vigore il 10 dicembre 2025, che vieta l’accesso ai social a chi non ha ancora compiuto 16 anni. In Europa, anche la Spagna si prepara a introdurre restrizioni simili per gli under 16, diventando il primo Paese europeo a farlo.
Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, la bozza prevede strumenti per impedire l’accesso sia ai social network sia alle piattaforme per la condivisione di video, includendo servizi come WhatsApp, Telegram, YouTube e, più in generale, piattaforme di streaming come Netflix o Amazon Prime.
Il documento è stato discusso in una riunione con diversi ministri, tra cui Giuseppe Valditara (Istruzione) e Eugenia Roccella (Pari Opportunità e Famiglia).
La proposta nasce anche in risposta a episodi di cronaca recente. Tra i più rilevanti:
Il 25 marzo a Trescore Balneario (Bergamo), un ragazzo di 13 anni ha attaccato una professoressa in diretta su Telegram.
Il 30 marzo a Perugia, un 17enne è stato arrestato per aver progettato una strage scolastica.
Entrambi gli episodi evidenziano i rischi legati all’accesso precoce a gruppi online violenti e comunità estremiste.
Il provvedimento ricorda iniziative già adottate nel campo della pornografia online. AgCom ha chiuso i primi siti italiani non conformi alle normative sul controllo dell’età degli utenti. In futuro, misure simili potrebbero essere estese anche a piattaforme estere, comprese le più famose come YouPorn e Pornhub.
Al momento si tratta solo di una bozza, con molti dettagli ancora da definire. Tuttavia, la direzione appare chiara: limitare l’accesso dei minori a social media, piattaforme video e contenuti potenzialmente pericolosi, cercando di proteggere i giovani dai rischi digitali.
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