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Il caso

Spiagge sotto assedio: 785 rifiuti e 77 mozziconi ogni 100 metri

Il report di Legambiente fotografa un litorale invaso dalla plastica: l’80% dei rifiuti minaccia mare e biodiversità

Spiagge sotto assedio: 785 rifiuti e 77 mozziconi ogni 100 metri

Le coste italiane continuano a essere minacciate da una presenza sempre più evidente di rifiuti, in particolare plastica e mozziconi di sigaretta. Secondo una recente analisi diffusa da Legambiente, lungo i litorali della Penisola si registrano in media 785 rifiuti ogni 100 metri, un dato che evidenzia la gravità del fenomeno.

I numeri dell’indagine “Beach Litter”

Lo studio, condotto negli ultimi 12 anni su 653 tratti costieri, ha rilevato oltre 512 mila rifiuti, di cui circa l’80% costituito da plastica. Questo materiale si conferma il principale responsabile dell’inquinamento marino, sia sotto forma di oggetti interi sia come frammenti difficili da rimuovere.

Tra i rifiuti più comuni emergono anche le cicche di sigaretta, con oltre 50 mila mozziconi raccolti e una media di 77 ogni 100 metri di spiaggia. Tuttavia, il primato negativo spetta ai frammenti plastici, che superano le 62 mila unità, risultando il rifiuto più presente in assoluto.

Mobilitazione nazionale per la tutela del mare

In occasione della Giornata nazionale del mare (11 aprile), Legambiente promuove l’iniziativa “Spiagge e fondali puliti 2026”, una campagna che prevede oltre 80 interventi di pulizia distribuiti in 16 regioni italiane tra il 10 e il 12 aprile.

L’obiettivo è sensibilizzare cittadini e istituzioni su quella che viene definita una emergenza silenziosa, con effetti sempre più preoccupanti sugli ecosistemi.

Rischi per la biodiversità marina

L’accumulo di rifiuti rappresenta una minaccia concreta per molte specie, tra cui la tartaruga Caretta caretta e il fratino, particolarmente vulnerabili all’ingestione di plastica e alla degradazione degli habitat costieri.

Le richieste delle associazioni ambientaliste

Per contrastare il fenomeno, Legambiente chiede interventi più incisivi: controlli più severi, sanzioni efficaci e la piena applicazione della direttiva SUP (Single Use Plastics), inclusa la responsabilità estesa dei produttori.

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