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Il fatto

Caso Equalize, spiate oltre 600 persone: coinvolti vip, imprenditori e dati sensibili

Indagine della Procura di Milano su un sistema di accessi abusivi alle banche dati: tra le vittime anche personaggi noti e il caso Marcell Jacobs

Caso Equalize, spiate oltre 600 persone: coinvolti vip, imprenditori e dati sensibili

Sarebbero circa 650 tra persone e aziende le presunte vittime di un vasto sistema di spionaggio illecito legato all’agenzia investigativa Equalize. La Procura di Milano ha notificato la chiusura delle indagini a 81 indagati e chiesto il rinvio a giudizio per il fondatore Enrico Pazzali.

Tra i nomi coinvolti emergono volti noti del mondo dello spettacolo e dello sport, come Selvaggia Lucarelli, Fabrizio Corona e Christian Vieri. Citato anche Ricky Tognazzi.

Accessi abusivi alle banche dati e pagamenti in cambio di informazioni

Secondo gli inquirenti, le attività illecite sarebbero avvenute tramite accessi non autorizzati a sistemi informatici statali, come la banca dati Sdi del Ministero dell’Interno. Tra i principali esecutori ci sarebbe un ispettore di polizia, che avrebbe operato dietro compenso economico e su incarico di membri della rete.

Le informazioni raccolte riguardavano dati personali, movimenti e comunicazioni private, successivamente utilizzati o ceduti a terzi.

Il caso Marcell Jacobs: dossier pagato in contanti

Uno degli episodi più rilevanti riguarda Marcell Jacobs. L’indagine ricostruisce una presunta richiesta di dossieraggio illegale avanzata nel 2021 da Giacomo Tortu.

Per ottenere informazioni su un possibile uso di sostanze dopanti, sarebbero stati pagati 10mila euro in contanti. Gli investigatori avrebbero poi violato dispositivi informatici e chat dell’atleta, del suo allenatore e del nutrizionista, raccogliendo dati sensibili subito dopo la vittoria olimpica.

Le conversazioni sarebbero state copiate su una chiavetta USB e consegnate a intermediari legati alla rete.

Altri nomi coinvolti e sviluppi dell’inchiesta

Tra le presunte vittime compaiono anche imprenditori e figure istituzionali, oltre al giornalista Gabriele Parpiglia e all’ex legale Piero Amara.

L’inchiesta evidenzia un sistema strutturato di cyber-spionaggio, con una rete di professionisti – tra investigatori privati e funzionari pubblici – impegnati nella raccolta illegale di dati.

Un sistema organizzato di dati rubati

Gli elementi raccolti delineano un quadro complesso, in cui le informazioni venivano ottenute tramite intrusioni informatiche, per poi essere vendute o utilizzate su richiesta. La vicenda apre interrogativi sulla sicurezza delle banche dati pubbliche e sull’uso illecito delle informazioni personali.

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