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l'addio

«Ismael era gioia e curiosità pura» L’ultimo saluto al baby calciatore

La chiesa di San Secondo piena per la celebrazione dei funerali del piccolo. Aveva solo otto anni

«Ismael era gioia e curiosità pura» L’ultimo saluto al baby calciatore

«Eri curioso, volevi sapere tutto». È da qui che parte il ricordo di Ismael Pistis, 8 anni compiuti appena lo scorso 4 gennaio, nella chiesa di San Secondo Martire. Non dall’incidente, non dalla tragedia, ma da quella fame di conoscenza che lo rendeva speciale agli occhi di chi lo ha conosciuto.

La chiesa è strapiena. A celebrare c’è lo stesso parroco che lo ha battezzato «Ismael è stato chiamato dal Signore Gesù nel giorno della sua resurrezione».
Seduti tra i banchi ci sono i compagni di classe, gli insegnanti, gli amici. E poi i suoi piccoli compagni del Torino FC, con gli occhi gonfi e le mani strette una nell’altra. Il silenzio è pieno, rotto solo dalle campanelle della funzione, che riportano tutti a un suono familiare, quello della scuola. E in testa lo stesso pensiero: bare bianche così piccole non dovrebbero esistere.
La famiglia ha chiesto discrezione, intimità. Niente immagini durante la cerimonia. Solo gesti, sguardi, parole sussurrate. Sopra la bara, la fotografia di Ismael: papillon, sorriso aperto. Accanto, il gonfalone granata. Attorno, rose bianche, qualche fiore giallo, e all’ingresso una corona con la scritta del club. Per lui, promessa dell’Under 8, il Torino ha sospeso le attività dei più piccoli. Una delegazione del settore giovanile è presente al completo. Ismael è morto il 5 aprile, sull’autostrada A21. Viaggiava in moto con il padre, su una Ktm, mentre tornavano a casa dopo una giornata con i parenti. Poco prima dello svincolo Asti Est, l’impatto con un’auto. Il bambino è stato sbalzato contro il guardrail. Inutili i soccorsi. Ma dentro la chiesa, si prova a restituire altro. «Amavi i documentari», ricorda una maestra. «Continua a sorriderci da lassù». Un’altra aggiunge: «Non ti ricorderemo per il silenzio di oggi, ma per il rumore che facevi. Essere tua insegnante è stato un privilegio».
Gli amici parlano di uno sguardo luminoso, di una gioia che sapeva contagiare. I nonni invitano a non perdere di vista i bambini: «Sono la nostra salvezza. Diamo loro una vita piena, tra famiglia, scuola e sport».
Poi la funzione finisce. La bara viene portata fuori, verso il carro funebre. È lì che arriva l’ultimo saluto dei suoi compagni di squadra. Si stringono in semicerchio, si chinano, qualcuno trattiene a fatica le lacrime. E insieme, come allo stadio, come in campo, gridano: «Forza vecchio cuore granata». I palloncini bianchi e fucsia si alzano in cielo. Ismael riposerà al cimitero Monumentale.

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