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20 Aprile 2026 - 07:15
Con l’avvicinarsi della Festa dei lavoratori, il governo guidato da Giorgia Meloni sta preparando un nuovo intervento normativo dedicato al mercato del lavoro. L’obiettivo è introdurre misure concrete contro il lavoro povero e rafforzare il sostegno alle famiglie. Tra le proposte più discusse emerge il concetto di “salario giusto”, che dovrebbe tradursi in norme capaci di garantire retribuzioni più adeguate sia per i lavoratori sia per le esigenze delle imprese.
Alla base del provvedimento c’è anche la pressione esercitata dalla crisi internazionale, che sta mettendo sotto stress il sistema occupazionale. L’intenzione dell’esecutivo è quella di intervenire con un decreto urgente, inserito però in una strategia più ampia che mira a rendere il lavoro più dignitoso, stabile e meglio retribuito.
Uno dei punti centrali riguarda la stabilizzazione del bonus assunzioni under 35. Attualmente in vigore ma con durata limitata, l’incentivo potrebbe diventare strutturale. La misura prevede una riduzione significativa dei contributi a carico delle aziende che assumono giovani con contratto a tempo indeterminato, favorendo così nuova occupazione stabile.
Per accedere al beneficio, è necessario non aver ancora compiuto 35 anni e non aver mai avuto un contratto stabile. Lo sgravio può arrivare fino al 100% dei contributi se si crea nuova occupazione netta, oppure al 70% in caso contrario. L’importo massimo è generalmente di 500 euro al mese, che può salire fino a 650 euro in alcune regioni del Centro-Sud.
Accanto ai giovani, il decreto dovrebbe rafforzare anche le politiche per l’occupazione femminile. Le agevolazioni già prorogate fino a fine anno potrebbero essere potenziate, con l’obiettivo di ridurre il divario rispetto alla media europea e incentivare una maggiore partecipazione delle donne al mercato del lavoro.
Tra le ipotesi allo studio c’è anche un intervento sui rider, una categoria spesso associata a condizioni di lavoro precarie e compensi molto bassi. Il tema è già al centro di attenzione giudiziaria e potrebbe trovare spazio nel decreto con nuove tutele.
Un’altra parte del provvedimento dovrebbe riguardare la sicurezza sul lavoro e il rafforzamento delle tutele per lavoratori e famiglie. Si punta anche a contrastare fenomeni come caporalato e sfruttamento, oltre a sostenere le categorie più colpite dall’inflazione. In questo contesto si inserisce anche l’idea di estendere i minimi salariali previsti dai contratti collettivi più diffusi.
Il decreto dovrebbe inoltre confermare il taglio del cuneo fiscale, già introdotto nei mesi scorsi. Questa misura riduce i contributi a carico dei lavoratori, aumentando così lo stipendio netto, con effetti più evidenti per chi percepisce redditi più bassi.
Infine, si prevede un accenno al tema della rappresentanza sindacale, particolarmente sensibile. Tuttavia, è probabile che il decreto contenga solo indicazioni generali, rinviando una riforma più completa al confronto tra parti sociali.
In sintesi, il “decreto Primo Maggio” si prospetta come un intervento articolato, con l’ambizione di incidere su più fronti: occupazione giovanile, parità di genere, salari, tutele e crescita economica.
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