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Il fatto
21 Aprile 2026 - 19:00
A distanza di dodici mesi dall’introduzione del nuovo codice Ateco dedicato, il mondo dell’influencer marketing italiano appare in fase di crescita e progressiva strutturazione, anche se l’adeguamento normativo procede lentamente. Su circa 40mila professionisti attivi, solo il 2,5% ha aggiornato la propria posizione fiscale secondo le nuove disposizioni.
Secondo una ricerca condotta da Fiscozen e Kolsquare, il settore presenta una netta prevalenza maschile: gli uomini rappresentano il 66% del totale. L’età media si attesta intorno ai 32 anni, mentre la maggior parte degli operatori rientra nelle categorie di micro e nano influencer, con community inferiori ai 100mila follower. Le aree tematiche più diffuse includono relazioni personali, moda e beauty, fitness e alimentazione.
Nonostante i contenuti sponsorizzati costituiscano appena il 3,1% della produzione complessiva — segno di una strategia orientata alla fiducia del pubblico — i guadagni mostrano un trend positivo. Nel 2025, il fatturato medio ha raggiunto i 24.038 euro, segnando un aumento dell’11,8% rispetto all’anno precedente.
Per chi ha già adottato il nuovo codice Ateco, i ricavi possono superare i 34.500 euro annui, evidenziando un possibile vantaggio competitivo legato alla regolarizzazione fiscale. Tuttavia, persiste una significativa disparità di genere: gli uomini dichiarano entrate mediamente superiori di circa 4mila euro rispetto alle colleghe.
Dal punto di vista normativo, l’introduzione delle linee guida Agcom e la creazione di un Albo dedicato rappresentano un passaggio decisivo. La figura dell’influencer si sta infatti evolvendo da semplice creatore di contenuti a professionista regolamentato, con regole più chiare e maggiore riconoscimento istituzionale.
Nel complesso, il settore si conferma in espansione, ma ancora in una fase di assestamento, tra opportunità economiche crescenti e sfide legate a equità, regolamentazione e sostenibilità del lavoro digitale.
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