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24 Aprile 2026 - 07:11
L’Ambasciata italiana in Svizzera ha avviato accertamenti insieme alla Guardia di Finanza per chiarire il mancato invio delle cartelle cliniche relative agli italiani rimasti feriti nel tragico incendio di Crans-Montana. Nonostante le richieste formali avanzate dai legali delle famiglie, i documenti risultano ancora bloccati e mai consegnati.
L’incendio, divampato nella notte del 31 dicembre 2025 nel seminterrato del bar Le Constellation, ha provocato 41 vittime e oltre 100 feriti. Tra questi, anche giovani in condizioni gravissime: l’ultimo decesso è quello del 18enne Alexis Bollag, morto a febbraio a causa delle ustioni riportate.
A mesi di distanza, molte persone coinvolte – soprattutto di nazionalità italiana e francese – continuano a fare i conti con le conseguenze fisiche e legali della tragedia. In questo contesto, l’accesso alla documentazione sanitaria iniziale è considerato essenziale, sia per le cure mediche sia per eventuali azioni legali.
Le cartelle non sono semplici referti: contengono i primi rilievi clinici, come il grado delle ustioni e i danni respiratori causati dai fumi tossici. Si tratta di elementi fondamentali per ricostruire le condizioni dei pazienti subito dopo il soccorso.
Tuttavia, secondo diversi avvocati, le richieste inoltrate alle autorità svizzere non hanno ricevuto risposta. Il legale Domenico Radice ha confermato di aver presentato istanza per alcuni assistiti senza ottenere alcun riscontro.
Proprio per chiarire la situazione, l’Ambasciata sta verificando se esista un blocco doganale che impedisce la trasmissione dei documenti. Le indagini sono coordinate dallo staff dell’ambasciatore Gian Lorenzo Cornado, recentemente rientrato a Berna dopo un periodo di tensioni diplomatiche tra Italia e Svizzera.
La gestione del caso continua a sollevare criticità. Attualmente sono 13 gli indagati per ipotesi di omicidio colposo, lesioni e incendio per negligenza, tra cui anche funzionari pubblici e figure politiche locali.
A rendere il clima ancora più teso, nei giorni scorsi alcune famiglie hanno ricevuto fatture mediche di importi elevati. Secondo gli avvocati, si tratterebbe però di un errore amministrativo, dato che nei documenti è specificato che le spese non devono essere sostenute dalle vittime.
Il caso delle cartelle cliniche rappresenta l’ultimo nodo di una gestione complessa e ancora lontana da una soluzione definitiva. Le famiglie chiedono trasparenza, tempestività e accesso ai documenti necessari per fare piena luce su quanto accaduto.
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