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26 Aprile 2026 - 20:57
Il rapporto tra la Fenice di Venezia e la direttrice d’orchestra Beatrice Venezi si interrompe definitivamente. La Fondazione ha, infatti, deciso di chiudere ogni futura collaborazione, mettendo fine a una vicenda che da mesi alimentava tensioni, polemiche e proteste interne al celebre teatro lirico veneziano.
La decisione è stata formalizzata dal sovrintendente Nicola Colabianchi, che ha parlato di una scelta maturata anche alla luce di alcune recenti dichiarazioni pubbliche della direttrice, ritenute dalla Fondazione incompatibili con il clima e i valori dell’istituzione culturale.
Secondo quanto comunicato, le affermazioni della direttrice avrebbero, infatti, creato frizioni, arrivando a essere considerate offensive nei confronti dell’orchestra e dei professori che ne fanno parte. Da qui la decisione di interrompere ogni rapporto e annullare gli incarichi previsti.
La posizione del sovrintendente ha trovato anche il sostegno del ministro della Cultura Alessandro Giuli, che ha preso atto della scelta ribadendo piena fiducia nell’operato della direzione del teatro.
La rottura arriva al termine di un periodo già segnato da forti contrasti interni. La nomina di Venezi, annunciata nei mesi scorsi come futura direttrice musicale, aveva, infatti, generato malumori tra le maestranze, che avevano contestato sia le modalità della scelta sia il profilo professionale della direttrice.
Le proteste non si sono limitate a dichiarazioni formali: nel tempo si sono susseguiti momenti di forte tensione, fino ad arrivare a contestazioni pubbliche durante alcuni eventi della stagione musicale. In più occasioni era stato chiesto anche un passo indietro alla dirigenza del teatro.
A innescare l’ultima fase della crisi è stata un’intervista rilasciata da Venezi a un quotidiano internazionale, nella quale la direttrice aveva affrontato il tema del mondo orchestrale italiano, facendo riferimento a dinamiche interne percepite come poco trasparenti.
Parole che hanno immediatamente provocato reazioni all’interno della Fenice, con la direzione che ha preso le distanze e ha ribadito la qualità professionale dell’orchestra e dei suoi musicisti.
La decisione della Fondazione ha rapidamente acceso il dibattito anche sul piano politico. Da una parte alcune forze di opposizione parlano di una gestione problematica della vicenda, dall’altra si sottolinea come la scelta arrivi comunque dopo mesi di conflitti e contestazioni interne.
Anche il mondo sindacale ha espresso un giudizio articolato: da un lato il sollievo per la chiusura di una fase di tensione, dall’altro la critica per una gestione considerata tardiva rispetto alle contestazioni emerse sin dall’inizio.
La Fenice, dal canto suo, ribadisce la volontà di tutelare un ambiente lavorativo basato su rispetto, collaborazione e qualità artistica, mentre dal Ministero arriva l’auspicio che la decisione possa riportare serenità all’interno dell’istituzione.
Resta, ora, da capire quali saranno le prossime mosse sul piano della direzione artistica del teatro, in una fase che segna comunque una cesura netta nella gestione recente della Fondazione e nei rapporti con una delle figure più discusse del panorama musicale italiano degli ultimi mesi.
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