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Il caso
27 Aprile 2026 - 07:06
A distanza di mesi dalla tragedia di Crans-Montana, resta acceso il confronto tra Svizzera e Italia sulla gestione delle spese mediche per i feriti. Le autorità svizzere confermano la volontà di applicare le norme europee sull’assistenza sanitaria reciproca, mentre da parte italiana emergono forti perplessità.
Nel frattempo, si prepara anche una svolta importante sul fronte delle cure per ustioni, con una proposta che punta a garantire la gratuità dei trattamenti post ricovero.
Dalla prossima settimana, i parenti delle 41 vittime e dei 115 feriti del locale Constellation potranno accedere a un filmato finora riservato alle indagini.
Il video ricostruisce i momenti decisivi della notte di Capodanno attraverso immagini delle telecamere interne ed esterne. In particolare, documenta gli otto minuti cruciali in cui si è sviluppato l’incendio, tra l’1:20 e l’1:28.
Secondo le ricostruzioni, le fiamme sarebbero partite pochi secondi dopo l’1:26, poco prima che il sistema di registrazione smettesse di funzionare. Insieme al filmato, saranno rese disponibili anche le fotografie dei primi rilievi effettuati dalle forze dell’ordine.
La direttrice dell’Ufficio federale delle assicurazioni sociali ha ribadito che gli accordi europei prevedono il rimborso delle cure tra Paesi.
Pur riconoscendo l’errore nell’invio diretto delle fatture alle famiglie italiane, ha sottolineato che i costi dovranno essere coperti dai rispettivi sistemi sanitari nazionali.
La posizione italiana, però, è netta: l’ambasciatore ha dichiarato che, se queste sono le condizioni, l’Italia è pronta a non applicare gli accordi, rinunciando a chiedere a sua volta rimborsi per i cittadini svizzeri curati sul proprio territorio.
Sul piano interno, il Parlamento italiano sta lavorando a una misura per tutelare i feriti. L’obiettivo è riconoscere la malattia da ustione nei livelli essenziali di assistenza e garantire così la copertura totale delle cure successive al ricovero.
La proposta, già pronta, dovrebbe essere discussa a breve, con l’intento di evitare ulteriori oneri economici per i sopravvissuti.
L’inchiesta sulla tragedia prosegue. Nuovi interrogatori sono previsti nel mese di maggio e potrebbero coinvolgere anche figure già al centro dell’attenzione.
Secondo i legali delle vittime, alcune dichiarazioni recenti delle autorità locali potrebbero aprire nuovi scenari sulle responsabilità, con possibili ripercussioni anche sul fronte dei risarcimenti.
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