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La petizione

Per non ripetere Crans-Montana: la misura contro i fuochi al chiuso

Secondo l'Eba negli ultimi 50 anni, oltre 550 persone hanno perso la vita, più di 1.500 gravemente ustionate in incidenti in Europa

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Un appello netto, senza margini di ambiguità: vietare l’uso di dispositivi pirotecnici all’interno dei locali pubblici. È la richiesta lanciata dalla European Burns Association, che ha diffuso una dichiarazione ufficiale dopo le recenti tragedie legate agli incendi in ambienti chiusi.


A scuotere l’opinione pubblica è stato in particolare il rogo di Crans-Montana che, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe stato innescato da effetti pirotecnici utilizzati all’interno del locale, che hanno provocato un “flashover” — una combustione improvvisa e devastante. Ma non si tratta di un caso isolato. In totale, negli ultimi 50 anni, oltre 550 persone hanno perso la vita e più di 1.500 sono rimaste gravemente ustionate in incidenti analoghi in Europa.

Il filo conduttore, per gli esperti, è sempre lo stesso: uso di pirotecnica in spazi chiusi, presenza di materiali infiammabili, carenze nei sistemi di sicurezza e nelle vie di fuga. «Il fuoco non distingue tra celebrazione e catastrofe», scrive l’Eba. Da qui la richiesta alle istituzioni europee, ai governi nazionali e locali: introdurre un divieto totale e coordinato dell’uso di fuochi d’artificio e dispositivi pirotecnici al chiuso nei luoghi pubblici, tramite una petizione pubblica per sostenere il divieto a livello europeo. «Lo dobbiamo alle vittime e alle loro famiglie», sottolinea l’associazione. Un monito che suona come un’urgenza: intervenire ora, prima che sia troppo tardi.

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