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Assegno di Inclusione aprile 2026: pagamenti al via e nuove regole più favorevoli

Doppia data per gli accrediti, ISEE rivisto e stop alle interruzioni: cosa cambia davvero per le famiglie beneficiarie

Assegno di Inclusione aprile 2026: pagamenti al via e nuove regole più favorevoli

Aprile significa appuntamento con l’Assegno di Inclusione, la misura destinata ai nuclei familiari in difficoltà economica. I pagamenti seguono un calendario ormai consolidato, ma quest’anno si inseriscono in un quadro profondamente rinnovato dalle modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2026, che ha rivisto criteri di accesso, durata e modalità di calcolo.

L’erogazione della mensilità di aprile è avvenuta in due momenti distinti. Il 15 aprile hanno ricevuto il primo accredito coloro che avevano presentato domanda entro marzo e ottenuto esito positivo dell’istruttoria. In questa stessa tranche sono stati inclusi anche eventuali arretrati. Il 28 aprile, invece, è la data prevista per chi già percepisce la misura e continua a rispettare i requisiti richiesti.

Le novità più rilevanti riguardano soprattutto il sistema di calcolo dell’ISEE, reso più favorevole per facilitare l’accesso al beneficio. In particolare, è stata innalzata la soglia di esclusione della prima casa dal patrimonio: si passa a 91.500 euro, che salgono fino a 120.000 euro nei grandi centri urbani, con ulteriori incrementi legati alla presenza di figli. Un cambiamento che amplia la platea dei potenziali beneficiari.

Interventi significativi riguardano anche la cosiddetta scala di equivalenza, ora più vantaggiosa per le famiglie con figli. Sono state introdotte maggiorazioni più elevate e un riconoscimento specifico anche per i nuclei con due figli, rafforzando così il sostegno economico per le famiglie numerose.

Sul fronte della durata, cade una delle limitazioni più criticate: da gennaio è stato eliminato il mese di sospensione previsto dopo i primi 18 mesi di erogazione e tra un rinnovo e l’altro. Questo significa che, presentando la domanda di rinnovo subito dopo l’ultima mensilità ricevuta, si può evitare qualsiasi interruzione nel sostegno. Resta invariata la struttura generale del beneficio, che prevede un ciclo iniziale di 18 mesi, rinnovabile per altri 12, con una prima rata del rinnovo pari al 50% dell’importo.

Tra le misure transitorie, trova spazio anche un contributo straordinario fino a 500 euro, pensato per i nuclei che hanno concluso il primo ciclo alla fine del 2025 e si sono trovati nel passaggio tra le vecchie e le nuove regole. Parallelamente, il governo ha rafforzato le risorse destinate alla misura, con uno stanziamento aggiuntivo di 160 milioni di euro per il 2026.

Per ottenere l’Assegno di Inclusione restano centrali i requisiti legati alla composizione del nucleo familiare. Il beneficio è riconosciuto in presenza di almeno un componente fragile, come un minorenne, una persona con disabilità, un over 60 o un soggetto inserito in percorsi di assistenza certificati. A questi si affiancano i requisiti di residenza, cittadinanza e assenza di condanne recenti.

Sul piano economico, il limite dell’ISEE è fissato a 10.140 euro, mentre il reddito e il patrimonio devono rientrare in soglie ben precise. Tra le novità più rilevanti figura l’esclusione dal calcolo del patrimonio mobiliare di titoli di Stato e strumenti di risparmio postale fino a 50.000 euro, una misura che rende più accessibile il beneficio senza penalizzare chi possiede forme di risparmio sicure.

Resta invece escluso chi ha lasciato volontariamente il lavoro nei dodici mesi precedenti la domanda, salvo casi particolari come dimissioni per giusta causa.

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