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Via Nizza, colazione, docce e dignità: ogni mattina cento persone bussano alla porta di Santa Luisa

Il mercoledì l’ambulatorio paramedico. Il venerdì arrivano anche due parrucchieri volontari

Via Nizza, colazione, docce e dignità: ogni mattina cento persone bussano alla porta di Santa Luisa

Alle 7.20 del mattino, quando Torino si sta ancora svegliando, in via Nizza 24 c’è già una fila composta e silenziosa davanti ai locali delle suore vincenziane. Non è un dormitorio, non è una mensa, non è soltanto un centro di assistenza. È l’Associazione La Carità di Santa Luisa, un luogo che da anni prova a restituire qualcosa che spesso manca prima ancora del cibo: la dignità. Qui ogni mattina, fino alle 8.45, tra le 100 e le 130 persone senza fissa dimora fanno colazione gratuitamente. Un caffè caldo, qualcosa da mangiare, un posto dove fermarsi. Ma soprattutto un riferimento stabile. «Molti che frequentano la nostra struttura non vogliono andare nei dormitori», spiega il presidente Maurizio Podio, notaio oggi in pensione. L’associazione, laica, ha radici lontane: nasce nel periodo della guerra e dal 2017 opera come realtà del Terzo Settore. Oggi conta circa ottanta volontari, molti dei quali giovani. «Tanti arrivano con entusiasmo, poi però lavoro e studio spesso li portano altrove», racconta Podio. Oltre alla colazione, Santa Luisa offre un servizio docce completamente gratuito. A chi entra vengono forniti asciugamani, sapone, shampoo. Ci sono indumenti essenziali come mutande e calzini, ma anche coperte, sacchi a pelo, zaini e borsoni. Prima del Covid si distribuiva anche abbigliamento in modo più strutturato, oggi il lavoro si concentra soprattutto sul necessario immediato. Il venerdì mattina arrivano anche due parrucchieri volontari che tagliano gratuitamente capelli e barba. Il mercoledì, invece, è attivo un ambulatorio paramedico aperto tra le 8.30 e le 10. C’è una postazione per ricaricare il cellulare, una piccola biblioteca per prendere libri in prestito, perfino qualcuno che si occupa dei cani di chi arriva con il proprio animale mentre fa la doccia o utilizza gli altri servizi. Per chi vive in strada, anche ricevere una lettera può diventare complicato. Per questo esiste il servizio di fermoposta, insieme a un piccolo deposito bagagli dove lasciare in custodia effetti personali e, come li chiamano qui, anche gli “affetti” più cari. Accanto all’assistenza materiale c’è quella burocratica: supporto legale, previdenziale e fiscale, alfabetizzazione informatica, una postazione pc con internet, accompagnamento per stranieri nell’apprendimento della lingua italiana e un centro di ascolto che spesso diventa il primo passo per provare a ricostruire una vita. «Il 50 per cento dei nostri utenti è straniero, forse anche il 60 per cento», spiega Podio. Ma il dato che colpisce di più riguarda le donne. «Negli ultimi quattro o cinque anni abbiamo registrato un aumento di circa il 15 per cento». Anche la presenza femminile complessiva, rispetto al 2023, è raddoppiata. I numeri del 2025 raccontano bene il peso di questa realtà: 1772 persone passate dall’associazione, di cui 231 donne. Oltre 30.100 colazioni servite, 1335 persone che hanno usufruito del guardaroba e 1103 del servizio ascolto. L’età media stimata è di 46 anni. Santa Luisa collabora anche con il Tribunale di Torino e con l’Uepe per attività socialmente utili e percorsi di messa alla prova, con Casa Ail per l’accoglienza dei malati ematologici, con scuole superiori, scout, Caritas e pastorali giovanili. Una rete che tiene insieme volontariato, istituzioni e territorio. Da sempre, figura di riferimento è suor Cristina Conti, suora Figlia della Carità. Accanto a lei, Podio e la vicepresidente Maria Teresa Cordero guidano una struttura che continua a cercare nuovi volontari.

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