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SANITÀ

Melanoma in Piemonte, scatta l'allarme: casi in aumento e liste d'attesa bloccate

I nuovi dati del Registro Tumori evidenziano un aumento dei casi, la consigliera Pompeo: «arrivare in tempo salva la vita, ma le strutture sono intasate».

Melanoma in Piemonte, scatta l'allarme: casi in aumento e liste d'attesa bloccate

Il melanoma corre più veloce della prevenzione in Piemonte. A certificarlo sono i dati dello studio epidemiologico "Estimates of Cancer Incidence to 2025 in Italy", pubblicati nell'aprile 2026 con il contributo del Registro Tumori regionale. I numeri descrivono un’impennata dei casi di tumore della pelle definita "senza precedenti": rispetto al periodo 2013-2017, si registra un +29% negli uomini e un preoccupante +44% nelle donne, con un impatto particolarmente forte sulla generazione nata fino alla metà degli anni Settanta.

Sulla base di questi dati, la consigliera regionale del Partito Democratico, Laura Pompeo, ha presentato oggi un atto di indirizzo urgente rivolto alla Giunta. Il fulcro della denuncia riguarda l'impossibilità di accedere a una diagnosi precoce in tempi brevi. Secondo il rapporto regionale sui tempi di attesa del terzo trimestre 2025, per le visite di "Classe D" (entro 30 giorni), oltre il 50% delle prestazioni in molte Asl piemontesi viene erogato oltre i limiti stabiliti. In alcune strutture, come l’IRCCS di Candiolo, si tocca una punta dell'89,87% di ritardo, seguita dal 75,12% del Centro Ortopedico di Quadrante.

«Ottenere una visita dermatologica entro i tempi clinici raccomandati è diventato quasi impossibile», ha dichiarato Pompeo. Questa inefficienza del sistema pubblico starebbe creando una discriminazione economica: chi può permetterselo ricorre al privato, mentre chi è in difficoltà finisce per rinunciare ai controlli dermoscopici annuali previsti dalle linee guida regionali. 

L'appello rivolto al Responsabile unico regionale dell'assistenza sanitaria è netto: sbloccare l'imbuto delle liste d'attesa per rendere la prevenzione un pilastro reale.

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