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Cybersecurity e Crimine Digitale

Documenti italiani nel mirino, sul Dark Web il passaporto tricolore vale più di quello USA

Allarme di NordVpn, per un originale fisico servono 1.500 dollari. L'Italia è tra i paesi più costosi nei mercati illegali

Documenti italiani nel mirino, sul Dark Web il passaporto tricolore vale più di quello USA

Il valore dell'identità italiana nel mondo del crimine informatico ha raggiunto vette preoccupanti. Secondo una recente ricerca condotta dalle società di sicurezza NordVpn e NordStellar, i documenti di identità del nostro Paese sono tra i più ambiti e costosi nei mercati neri del Dark Web. La qualità e il prestigio del passaporto italiano lo rendono una merce preziosa, valutata paradossalmente più dei documenti statunitensi.

Il listino prezzi del mercato nero

Il "borsino" dei documenti illegali distingue nettamente tra versioni digitali e fisiche. Se per la scansione digitale di un passaporto italiano bastano 35 dollari, il prezzo schizza a 1.500 dollari quando si parla del documento fisico (originale rubato o contraffazione di alta qualità con ologrammi e filigrane). In questa particolare classifica della contraffazione, l'Italia condivide il primato mondiale con la Germania.

Ancora più alto è il valore della carta di identità fisica, scambiata per circa 1.800 dollari, mentre una patente di guida si attesta sui 1.200 dollari. Per quanto riguarda i formati digitali, l'Italia è la settima nazione al mondo per costo, superando giganti come Regno Unito e Stati Uniti, superata solo da paesi come Israele, dove un passaporto digitale tocca i 70 dollari.

Dai "Fullz" ai conti Crypto: l'identità è un pacchetto completo

I criminali non si accontentano di singoli dati. Sul Dark Web prosperano i cosiddetti "fullz", pacchetti completi che includono documento di identità, codice fiscale, patente e indirizzo email. In Italia, una replica digitale completa di una vittima costa mediamente 108 euro.

Oltre all'anagrafica, cresce l'interesse per i servizi finanziari e social:

  • Conti Cripto: Un account italiano su Binance viene venduto a 160 dollari. La cifra è altissima se confrontata ai soli 14 dollari necessari per i dati di una carta di credito Visa. La difficoltà di tracciamento delle criptovalute rende questi profili ideali per il riciclaggio.

  • Social Media: Le credenziali di Facebook rappresentano il 40% delle inserzioni (costo medio 38 dollari), poiché offrono l'accesso a Instagram e agli strumenti pubblicitari aziendali collegati.

  • Streaming: Account Spotify, Disney+ e Hulu vengono svenduti a poche decine di dollari per essere riutilizzati da acquirenti ignari o complici.

Come difendersi: la prevenzione è l'unica arma

Le informazioni che finiscono in questi mercati derivano spesso da violazioni di massa di siti e app. Secondo i ricercatori, una volta che i dati sono online, è difficile rimuoverli. La strategia migliore resta limitare la condivisione di dati sensibili, monitorare costantemente i movimenti sospetti sui conti correnti e attivare sempre l'autenticazione a due fattori su ogni piattaforma per impedire che il furto di una password si trasformi in un furto d'identità completo.

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