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Cybersecurity e Crimine Digitale
27 Aprile 2026 - 20:45
Il valore dell'identità italiana nel mondo del crimine informatico ha raggiunto vette preoccupanti. Secondo una recente ricerca condotta dalle società di sicurezza NordVpn e NordStellar, i documenti di identità del nostro Paese sono tra i più ambiti e costosi nei mercati neri del Dark Web. La qualità e il prestigio del passaporto italiano lo rendono una merce preziosa, valutata paradossalmente più dei documenti statunitensi.
Il "borsino" dei documenti illegali distingue nettamente tra versioni digitali e fisiche. Se per la scansione digitale di un passaporto italiano bastano 35 dollari, il prezzo schizza a 1.500 dollari quando si parla del documento fisico (originale rubato o contraffazione di alta qualità con ologrammi e filigrane). In questa particolare classifica della contraffazione, l'Italia condivide il primato mondiale con la Germania.
Ancora più alto è il valore della carta di identità fisica, scambiata per circa 1.800 dollari, mentre una patente di guida si attesta sui 1.200 dollari. Per quanto riguarda i formati digitali, l'Italia è la settima nazione al mondo per costo, superando giganti come Regno Unito e Stati Uniti, superata solo da paesi come Israele, dove un passaporto digitale tocca i 70 dollari.
I criminali non si accontentano di singoli dati. Sul Dark Web prosperano i cosiddetti "fullz", pacchetti completi che includono documento di identità, codice fiscale, patente e indirizzo email. In Italia, una replica digitale completa di una vittima costa mediamente 108 euro.
Oltre all'anagrafica, cresce l'interesse per i servizi finanziari e social:
Conti Cripto: Un account italiano su Binance viene venduto a 160 dollari. La cifra è altissima se confrontata ai soli 14 dollari necessari per i dati di una carta di credito Visa. La difficoltà di tracciamento delle criptovalute rende questi profili ideali per il riciclaggio.
Social Media: Le credenziali di Facebook rappresentano il 40% delle inserzioni (costo medio 38 dollari), poiché offrono l'accesso a Instagram e agli strumenti pubblicitari aziendali collegati.
Streaming: Account Spotify, Disney+ e Hulu vengono svenduti a poche decine di dollari per essere riutilizzati da acquirenti ignari o complici.
Le informazioni che finiscono in questi mercati derivano spesso da violazioni di massa di siti e app. Secondo i ricercatori, una volta che i dati sono online, è difficile rimuoverli. La strategia migliore resta limitare la condivisione di dati sensibili, monitorare costantemente i movimenti sospetti sui conti correnti e attivare sempre l'autenticazione a due fattori su ogni piattaforma per impedire che il furto di una password si trasformi in un furto d'identità completo.
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