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28 Aprile 2026 - 21:37
Il delitto di Garlasco torna a scuotere le aule di tribunale. Con l'avviso di chiusura delle indagini ormai imminente, la Procura di Pavia si appresta a svelare le carte dell'inchiesta su Andrea Sempio, indagato per concorso in omicidio. Questo passaggio formale rappresenta il "giro di boa" che potrebbe ribaltare definitivamente le verità processuali consolidate, aprendo scenari finora impensabili per Alberto Stasi, attualmente in carcere.
Con la richiesta di rinvio a giudizio per Sempio, la Procura potrebbe teoricamente sollecitare una misura cautelare (carcere o domiciliari). Tuttavia, gli esperti ritengono questa strada difficilmente percorribile. Secondo l'ordinamento italiano, le misure restrittive richiedono il pericolo di fuga, l'inquinamento delle prove o la reiterazione del reato. A ben 19 anni dall'omicidio di Chiara Poggi, questi presupposti appaiono estremamente sfumati: le prove sono cristallizzate da decenni e il delitto è considerato un evento isolato, non una condotta seriale. È dunque molto più probabile che l'eventuale processo proceda con l'indagato a piede libero.
L'aspetto più clamoroso riguarda la posizione di Alberto Stasi. Se l'inchiesta pavese dovesse portare a una richiesta di revisione del processo, la Corte d’Appello avrebbe il potere di sospendere l’esecuzione della pena. Non sarebbe ancora un'assoluzione, ma Stasi potrebbe lasciare il carcere in attesa del nuovo giudizio. Qualora il processo di revisione dovesse concludersi con un'assoluzione definitiva, lo Stato si troverebbe a dover affrontare anche il capitolo di un ingente risarcimento per ingiusta detenzione.
L'avvocato Liborio Cataliotti, legale di Andrea Sempio, mette in guardia contro il rischio di un paradosso legale. In linea teorica, si potrebbe giungere a una doppia assoluzione (Stasi scagionato e Sempio assolto), lasciando il delitto senza un colpevole. Ciò che invece è giuridicamente impossibile è una doppia condanna per entrambi come autori unici.
"Due condanne come autori unici sarebbero contrastanti l'una con l'altra perché ognuna individuerebbe come responsabile unico una sola persona", spiega Cataliotti. "È una questione di ragionevolezza prima che di diritto".
Il legale ha già annunciato che, se non venisse concessa una sospensione del processo per Sempio in attesa di chiarire la posizione di Stasi, è pronto a ricorrere alla Corte Costituzionale per evitare quello che definisce un "mostro giuridico". La partita giudiziaria si sposta dunque su un terreno tecnico sottilissimo, dove ogni mossa della Procura di Pavia potrebbe innescare un effetto domino sull'intera vicenda di Garlasco.
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