l'editoriale
A Bra la tassa sui rifiuti (TARI) 2026 sarà più alta, ma i cittadini potranno pagarla più tardi. È questa la principale novità emersa in Commissione Finanze, dove l’amministrazione comunale ha rinviato la presa d’atto del piano economico finanziario necessario a definire in modo definitivo le nuove tariffe.
Al centro della situazione c’è il riassetto del servizio di raccolta rifiuti, affidato in house dopo il fallimento del precedente appaltatore. Un passaggio che ha reso necessario ridisegnare i costi complessivi del sistema e che, secondo le prime indicazioni, porterà a un aumento della tassa.
Il quadro economico non è ancora definito. Dal consorzio di bacino Coabser non è arrivata la documentazione completa sul fabbisogno del servizio, elemento indispensabile per calcolare le nuove tariffe.
Le stime parlano comunque di un possibile aumento, dopo quello già registrato lo scorso anno e indicato attorno al 3,5%. L’entità definitiva, però, sarà chiara non prima di maggio.
Scadenze rinviate: si paga in autunno
Per effetto dei ritardi, cambiano anche le scadenze per i contribuenti. La prima rata, normalmente prevista tra fine giugno e metà luglio, slitterà al 30 settembre.
La seconda resta invece fissata al 16 dicembre. Il rinvio riguarda anche i beneficiari del bonus sociale, circa 1.200 utenze, che riceveranno per prime le comunicazioni.
Il Comune: nessun rischio immediato per le casse
In Commissione è stato posto anche il tema degli effetti finanziari dello slittamento degli incassi. Il dirigente dell’ufficio Tributi ha stimato un mancato flusso temporaneo di circa 3 milioni di euro.
L’amministrazione comunale, tuttavia, ha dichiarato di non prevedere la necessità di ricorrere ad anticipazioni di tesoreria, pur riconoscendo la necessità di mantenere alta l’attenzione sulla gestione delle spese per evitare squilibri di bilancio.
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