Via libera definitivo alla Camera al nuovo disegno di legge sulla valorizzazione del mare, un provvedimento che punta a rafforzare la gestione e la tutela delle attività marittime italiane. Il testo è stato approvato con 149 voti favorevoli, 32 contrari e 63 astensioni, segnando la conclusione dell’iter parlamentare.
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La riforma interviene su diversi aspetti legati all’utilizzo e al controllo delle acque nazionali, introducendo nuove regole sia sul piano amministrativo sia su quello della sicurezza in mare. Uno dei punti centrali è l’istituzione della cosiddetta zona contigua, un’area esterna al mare territoriale che consente allo Stato maggiori poteri di vigilanza e intervento, in linea con gli accordi internazionali.
Il provvedimento rafforza, inoltre, il ruolo del Comitato interministeriale per le politiche del mare, che vedrà la partecipazione anche del ministero dell’Università, con l’obiettivo di coordinare in modo più ampio le strategie legate al settore marittimo.
Particolare attenzione viene riservata alle attività subacquee. Il testo stabilisce, infatti, nuove regole per le immersioni, che dovranno essere svolte nel rispetto delle norme su ambiente e patrimonio culturale, con attrezzature conformi agli standard di sicurezza. Viene anche introdotto l’obbligo di mantenere una distanza minima di 100 metri dai segnali dei subacquei, per evitare situazioni di rischio.
Tra le altre misure rientrano disposizioni per la tutela della flora e fauna marina e per l’uso di sistemi di comunicazione più sicuri durante le attività in mare. Il provvedimento interviene anche sul settore del noleggio nautico, introducendo obblighi di identificazione più chiari per le imbarcazioni utilizzate in modo occasionale o commerciale.
Le unità da diporto impiegate a fini commerciali dovranno essere registrate in un apposito archivio telematico centrale, mentre per alcune imbarcazioni non italiane sarà richiesta una dichiarazione dettagliata su caratteristiche e requisiti di sicurezza. Prevista, inoltre, la possibilità di utilizzare le barche per attività come corsi di navigazione o assistenza subacquea, ma esclusivamente in ambito commerciale.
Il testo dedica, infine, un capitolo specifico alle isole minori, riconoscendone le difficoltà strutturali e prevedendo misure di sostegno per migliorare l’accesso ai servizi essenziali.
Durante il dibattito parlamentare, è stata sottolineata l’importanza strategica della nuova zona contigua, che consentirà all’Italia di estendere i propri controlli fino a 24 miglia marine, rafforzando la capacità di prevenzione e contrasto di violazioni in ambito doganale, sanitario, ambientale e migratorio.
Una riforma che, nelle intenzioni del legislatore, punta a rendere più moderna e sicura la gestione del mare italiano, considerato sempre più una risorsa strategica sia economica che ambientale.