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Flottilla fermata nel Mediterraneo, Giorgia Meloni alza la voce: "liberi subito". Possibili tensioni stasera in piazza Castello

Il bilancio è di circa 175 attivisti fermati e 21 imbarcazioni bloccate su 58

Flottilla fermata nel Mediterraneo, Giorgia Meloni alza la voce: "liberi subito". Possibili tensioni stasera in piazza Castello

La linea è netta e arriva da Palazzo Chigi. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha convocato questa mattina una riunione d’urgenza con il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, il ministro della Difesa Guido Crosetto e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano per affrontare gli sviluppi legati alla Global Sumud Flottilla, intercettata nella notte nel Mediterraneo. Secondo quanto riferito dall’esecutivo, le imbarcazioni sono state bloccate in acque internazionali, al largo di Creta. Una circostanza che ha immediatamente acceso lo scontro diplomatico: l’Italia chiede la liberazione “immediata” dei cittadini italiani fermati, il rispetto del diritto internazionale e garanzie sulla loro incolumità. La Global Sumud Flottilla, partita il 26 aprile dalla Sicilia con un carico di aiuti umanitari destinati a Gaza, è stata intercettata da unità della Marina israeliana. Il bilancio è di circa 175 attivisti fermati e 21 imbarcazioni bloccate su 58. Le immagini circolate sui social mostrano momenti concitati: equipaggi con le mani alzate e militari armati che salgono a bordo. Gli attivisti parlano di “escalation senza precedenti” e accusano Israele di aver compiuto un “atto di pirateria in acque internazionali”, sottolineando la distanza dal teatro del conflitto. Di segno opposto la ricostruzione israeliana: per il ministero degli Esteri di Tel Aviv, dietro la Flottilla ci sarebbe una regia legata ad Hamas, con l’obiettivo di destabilizzare il quadro negoziale. L’intervento, viene spiegato, sarebbe stato necessario per garantire la sicurezza e impedire la violazione del blocco navale, nel rispetto del diritto internazionale. La crisi, però, non resta confinata al piano diplomatico. In Italia la tensione si riflette nelle piazze. A Torino il coordinamento “Torino per Gaza” ha lanciato una “mobilitazione urgente nazionale”, convocando un presidio per le 18 in piazza Castello, davanti alla Prefettura.“Insorgiamo, resistiamo, blocchiamo tutto” si legge nei comunicati. Alla chiamata hanno già aderito collettivi universitari e realtà dei centri sociali. La partecipazione si preannuncia ampia, ma cresce anche l’allerta per l’ordine pubblico. Fonti informate evocano possibili tensioni e parlano di un clima simile a quello già visto in occasione delle precedenti mobilitazioni legate al blocco della Flottilla, con il rischio di una nuova giornata ad alta intensità nelle piazze.

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