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Economia & Territorio

BasicNet (Robe di Kappa) accelera nel 2026: ricavi a 132,8 milioni nel primo trimestre. La spinta di Woolrich e Sundek

Crescita del 35,1% sul 2025. Europa in forte rialzo, calano Americhe e royalties per la svolta sulla distribuzione diretta

BasicNet accelera nel 2026: ricavi a 132,8 milioni nel primo trimestre, spinta da Woolrich e Sundek

Basicnet nel primo trimestre 2026 archivia un avvio d’anno in decisa accelerazione, con un fatturato consolidato che cresce a doppia cifra e una geografia delle vendite che premia l’Europa, mentre mette in luce le aree dove la sfida resta aperta.

Secondo quanto comunicato, Basicnet — attiva nell’abbigliamento, nelle calzature e negli accessori per lo sport e il tempo libero — ha chiuso il primo trimestre 2026 con un fatturato consolidato di 132,8 milioni di euro, in aumento del 35,1% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il dato più “rumoroso” è quello delle vendite dirette, che salgono a 118,8 milioni di euro con un balzo del +45%. Un’accelerazione che, nel racconto dell’azienda, è legata anche al contributo di Woolrich e Sundek, acquisiti a fine 2025: due marchi che, di fatto, entrano nel motore della crescita e ne aumentano la cilindrata.



I risultati del periodo sono stati esaminati dal consiglio di amministrazione, riunito sotto la presidenza di Marco Boglione. Un passaggio formale, certo, ma anche il punto in cui i numeri diventano lettura industriale: quanto è “strutturale” la crescita e quanto dipende dal perimetro che cambia con le acquisizioni?

Guardando alle vendite aggregate dei prodotti dei marchi del Gruppo, sviluppate a livello globale attraverso il network, il totale raggiunge 299,1 milioni di euro, in aumento dell’11,3% rispetto ai 268,8 milioni dello stesso periodo del 2025. Dentro questo dato, però, convivono due dinamiche diverse: - le vendite dei licenziatari commerciali e dirette arrivano a 241,8 milioni (+19%), e sono indicate come il principale traino; - le vendite dei licenziatari produttivi scendono a 57,3 milioni (-12,6%). È una fotografia che suggerisce un riequilibrio: più peso alla parte commerciale e alla presenza diretta, meno slancio sul fronte produttivo in licenza. Una trasformazione che può essere letta come un tentativo di controllo più stretto dei mercati e della distribuzione. Ma a quale prezzo, e con quali tempi di assestamento?



Sul piano geografico, il trimestre disegna una mappa molto netta: - Europa in forte crescita: +25,6%; - Asia e Oceana in aumento più contenuto: +4,7%; - Medio Oriente e Africa in calo: -5,5%; - Americhe in flessione marcata: -18,1%. Il contrasto è evidente: da una parte un’Europa che spinge, dall’altra un arretramento nelle Americhe che pesa e che, inevitabilmente, diventa uno dei punti da monitorare nei prossimi trimestri. È un semplice rallentamento congiunturale o un segnale di riposizionamento più profondo?

Scendono anche le royalties, pari a 13,8 milioni di euro (-14,2%). La motivazione indicata è chiara: il calo è dovuto anche al passaggio alla distribuzione diretta in alcuni mercati. Qui sta uno snodo strategico: rinunciare a una parte di royalties oggi può significare puntare a margini e controllo maggiori domani. È un po’ come scegliere di guidare in prima persona invece di farsi portare: più responsabilità, ma anche più possibilità di decidere la rotta.


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