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Il ministero della Giustizia conferma il carcere duro per Cospito

La difesa dell’anarchico è pronta a impugnare il provvedimento

Il ministero della Giustizia conferma il carcere duro per Cospito

Arriva a ridosso della scadenza il rinnovo del 41-bis per Alfredo Cospito.
Il ministero della Giustizia ha infatti confermato il regime di carcere duro per il militante anarchico detenuto a Cagliari, già protagonista tra il 2022 e il 2023 di un lungo sciopero della fame che aveva portato il caso al centro del dibattito pubblico. La decisione, attesa entro il 4 maggio, è stata notificata al legale Flavio Rossi Albertini.

La difesa dell’anarchico è pronta a impugnare il provvedimento davanti al Tribunale di Sorveglianza di Roma.
Figura di riferimento della Federazione anarchica informale, Alfredo Cospito è sottoposto al 41-bis dal 2022. Sta scontando una condanna definitiva a 33 anni di reclusione per due attentati: la gambizzazione di un dirigente Ansaldo avvenuta a Genova nel 2012 e il posizionamento, nel 2006, di due ordigni davanti alla scuola allievi carabinieri di Fossano, senza conseguenze per le persone.
Sul piano europeo, resta il precedente della Corte europea dei diritti dell’uomo, che lo scorso settembre ha respinto il ricorso contro il regime detentivo, giudicandolo «manifestamente infondato».
Un passaggio che pesa anche nell’attuale conferma del carcere duro.
Cospito, nato a Pescara, oggi ha 58 anni.

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