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Piemonte, popolazione ferma e culle vuote: nuovo record negativo di nascite

Sempre meno nascite e sempre più anziani. La regione resta stabile solo grazie all’immigrazione, mentre cresce il divario generazionale

Piemonte, popolazione ferma e culle vuote: nuovo record negativo di nascite

Il Piemonte continua a fare i conti con una crescita demografica praticamente ferma. Secondo gli ultimi dati del censimento permanente Istat 2024, la popolazione residente si attesta a 4.251.868 persone, appena 245 in più rispetto al 2023: un equilibrio fragile, sostenuto esclusivamente dai flussi migratori.

A determinare la sostanziale stabilità è il contrasto tra dinamiche opposte: da un lato il saldo migratorio positivo (oltre 30mila unità tra interno ed estero), dall’altro un pesante saldo naturale negativo pari a -28.148. A incidere anche un aggiustamento statistico negativo.

Il dato più critico riguarda le nascite: nel 2024 si registra un nuovo record di denatalità, con 24.583 nuovi nati, in calo rispetto all’anno precedente. In diminuzione anche i nati stranieri.

Sul fronte opposto, si registra un leggero miglioramento della mortalità: i decessi diminuiscono di oltre 1.300 unità, con un tasso che scende al 12,4 per mille. Il calo più marcato si osserva nella provincia di Vercelli.

L’età media continua a salire, passando da 47,9 a 48,1 anni, confermando il progressivo invecchiamento della popolazione.

Tra le province:

  • Cuneo si conferma la più giovane (46,9 anni)
  • Biella è la più anziana (50,4 anni)

Le donne rappresentano il 51,1% dei residenti e superano gli uomini di oltre 91mila unità, anche grazie a una maggiore longevità.

La componente straniera si conferma decisiva per contenere il calo demografico. I cittadini non italiani sono 442.819, pari al 10,4% della popolazione, in aumento rispetto al 2023.

Le comunità più numerose provengono da Romania (28,6%), Marocco (11,5%) e Albania (8,7%), per un totale di 178 Paesi rappresentati.

La crescita della popolazione straniera (+13.914 unità) è sostenuta soprattutto dal saldo migratorio estero positivo, mentre incidono negativamente le acquisizioni di cittadinanza italiana e gli aggiustamenti statistici.

Oltre la metà dei residenti vive nella provincia di Torino (51,8%), unica a superare il milione di abitanti. Seguono Cuneo con il 13,7% e le altre province, che complessivamente raccolgono poco più di un terzo della popolazione.

Il Piemonte si conferma, inoltre, una regione di piccoli centri:

  • il 22,6% vive in comuni tra 1.000 e 5.000 abitanti
  • il 22,5% nei grandi centri sopra i 100mila abitanti (Torino e Novara)
  • il 19,3% nei comuni di medie dimensioni

Il quadro che emerge è quello di una regione che invecchia e fa sempre meno figli, dove la tenuta demografica dipende sempre più dall’immigrazione. Senza il contributo dei flussi migratori, il Piemonte sarebbe già in pieno calo di popolazione.

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