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Il caso

Welfare, Marrone contro il Comune di Torino: “Il welfare passa più tempo in tribunale che negli sportelli”

Polemica sulla gestione dell’assistenza agli anziani non autosufficienti. La Regione annuncia nuovi fondi: 20 milioni per i voucher “Scelta Sociale”

Welfare, Marrone contro il Comune di Torino: “Il welfare passa più tempo in tribunale che negli sportelli”

Nuovo scontro istituzionale sul tema del welfare tra Regione Piemonte e Comune di Torino. Al centro della polemica la gestione dell’assistenza agli anziani non autosufficienti e il ricorso del Comune su alcune sentenze legate al pagamento delle rette in RSA.

Il vicepresidente della Regione e assessore alle Politiche sociali Maurizio Marrone ha criticato duramente l’operato del Comune, commentando una recente impugnazione al Consiglio di Stato dopo una decisione del TAR che aveva dato ragione a un cittadino anziano con reddito basso.

Secondo Marrone, il rischio è che il sistema finisca per trasformare l’assistenza in una lunga battaglia legale: “Il welfare del Comune di Torino sembra passare più tempo nei tribunali che negli sportelli a sostenere le persone fragili”, ha affermato.

Il riferimento è a una vicenda che riguarda la compartecipazione alla spesa per una struttura residenziale, con un caso specifico di un anziano con ISEE di circa 6 mila euro.

L’assessore ha richiamato anche altri contenziosi già persi dal Comune, relativi a criteri di accesso e adeguamento delle tariffe per servizi destinati a cittadini non autosufficienti e cooperative sociali.

Secondo la Regione, questi ricorsi contribuiscono ad allungare i tempi di accesso ai servizi e a complicare la gestione dell’assistenza sul territorio.

Marrone ha ricordato che la Regione trasferisce ogni anno circa 70 milioni di euro al Comune di Torino per il sistema di welfare, tra risorse regionali e nazionali.

In parallelo, è stata annunciata la nuova attivazione dei voucher “Scelta Sociale”, destinati all’assistenza domiciliare e residenziale per anziani e persone fragili. La misura prevede un rifinanziamento di 20 milioni di euro, che si aggiungono ai circa 90 milioni già erogati negli ultimi tre anni attraverso la piattaforma digitale regionale.

La vicenda riaccende il confronto politico sulla gestione dell’assistenza agli anziani non autosufficienti, tra esigenze di sostenibilità economica e diritto all’accesso ai servizi. Un tema che resta centrale nel dibattito sul futuro del welfare locale in Piemonte.

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