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20 Ottobre 2022 - 08:38
A Buddha e al concetto buddhista della vacuità il Museo d’Arte Orientale aveva dedicato, dal maggio al settembre scorso, la mostra “Il grande vuoto”. Più che una mostra «un’esperienza meditativa, multisensoriale, trascendente, un viaggio che ripulisce lo sguardo e l’orecchio» aveva detto il neodirettore Davide Quadrio. Che così si era espresso: «Questa mostra per me è molto importante perché rappresenta un segno distintivo della direzione che voglio dare al museo, ovvero il museo inteso come un luogo di esperienza, a partire dalle sue collezioni». E ora propone un altro viaggio, ancora con Buddha, ancora un’esperienza multisensoriale per proseguire nella direzione tracciata. Si intitola “Buddha10. Frammenti, derive e rifrazioni dell’immaginario visivo buddhista” la rassegna a cura di Laura Vigo e Davide Quadrio che si è inaugurata ieri e da oggi aperta al pubblico nel museo di via San Domenico. Una mostra “in divenire”, lunga un anno - durerà, infatti, fino al 3 settembre 2023 -, durante il quale si arricchirà di nuovi contenuti, con opere di artisti contemporanei, subirà cambiamenti radicali, tanto che sarà necessario vederla più volte. «Per questo - anticipa il direttore Quadrio - abbiamo pensato a varie categorie di biglietti, con costi che vanno riducendosi ogni volta che si torna a visitarla».
La figura dell’“illuminato” è testimoniata da oltre 20 grandi statue buddhiste in legno o pietra di epoche diverse , dal V al XIX secolo, appartenenti alle collezioni del Mao, cui si aggiungono una trentina di bozzetti votivi e due teste scultoree in pietra di epoca Tang provenienti dal Museo delle Civiltà di Roma dal Museo d’Arte Orientale E. Chiossone di Genova. «L’80 percento delle opere non era mai stato esposto prima» sottolinea Quadrio. Ma come per “Il grande vuoto” più che di un’esposizione di opere d’arte si tratta di un’esperienza immersiva. Ecco allora l’allestimento suggestivo caratterizzato da uno sfondo nero, gli schermi a led al posto dei pannelli didascalici, l’esperienza in Vr della grotta 17 dei templi buddhisti di Tianlongshan, il giardino di composizioni vegetali che accoglie il pubblico e purifica l’aria, le performance musicali programmate a corollario della rassegna. Si potrà anche assistere in diretta al restauro di alcune opere. In occasione della mostra, infatti, molti dei lavori esposti sono stati restaurati dal Centro per la Conservazione e Restauro dei Beni culturali La Venaria Reale. «Oltre che con il Centro della Venaria Reale abbiamo collaborato con diverse istituzioni - precisa il direttore -, con il Museo della Montagna, che ospiterà l’installazione di Zheng Bo “Drawing life”, con Artissima, e per i contributi scientifici con l’Università di Chicago, di Montréal, di Singapore e altro ancora». La mostra, inoltre, è ecosostenibile: non è presente nessun allestimento “usa e getta” ma solo elementi riutilizzabili.
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