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Economia

Nuovo Isee senza prima casa: cosa cambia dal 2026 per bonus e assegni

L’Inps aggiorna automaticamente l’indicatore per cinque prestazioni. Ecco quali

Nuovo Isee senza prima casa: cosa cambia dal 2026 per bonus e assegni

 Dal 1° gennaio 2026 entra in vigore una nuova modalità di calcolo dell’Isee che esclude in parte il peso della prima casa e modifica l’accesso ad alcune delle principali prestazioni sociali. La novità, introdotta con l’ultima legge di Bilancio, riguarda cinque misure specifiche ed è pensata per favorire le famiglie con figli e rafforzare le politiche di inclusione.

A gestire il passaggio sarà direttamente l’Inps, che provvederà ad aggiornare automaticamente le attestazioni Isee 2026 già rilasciate, senza richiedere ai cittadini la presentazione di una nuova Dsu. Il valore del cosiddetto “nuovo Isee” verrà comunicato separatamente, attraverso l’area riservata del portale dell’Istituto.

La riforma non cancella l’Isee ordinario. La legge di Bilancio 2026 introduce infatti un indicatore con ambito di applicazione limitato, che si affianca a quello tradizionale e vale solo per cinque prestazioni erogate dall’Inps:

  • Assegno di inclusione (Adi)

  • Supporto per la formazione e il lavoro (Sfl)

  • Assegno unico e universale per i figli (Auu)

  • Bonus asilo nido

  • Bonus nuovi nati

Per tutte le altre prestazioni sociali agevolate, nazionali o locali, continuerà ad applicarsi l’Isee ordinario.

Come cambia il calcolo

Il cuore della riforma sta nelle nuove franchigie sulla casa di abitazione e nella revisione della scala di equivalenza. In particolare:

  • la franchigia sulla prima casa sale da 51.500 a 91.500 euro (valore ai fini Imu);

  • per i nuclei residenti nei Comuni capoluogo delle Città metropolitane la franchigia arriva a 120.000 euro;

  • è previsto un incremento di 2.500 euro per ogni figlio convivente dal secondo in poi;

  • cambiano anche le maggiorazioni della scala di equivalenza, che aumentano progressivamente in base al numero di figli.

Un impianto che rende il nuovo indicatore più favorevole per i nuclei numerosi e per le famiglie proprietarie della casa in cui vivono.

In attesa dell’approvazione di un decreto direttoriale del ministero del Lavoro, di concerto con il Mef, l’Inps ha già adeguato le proprie procedure informatiche interne.

In questa fase, però, il valore del nuovo Isee non compare ancora nell’attestazione ufficiale, ma verrà comunicato separatamente entro il mese di gennaio.

Chi presenta in questi giorni una domanda per Adi, Sfl, bonus nido o bonus nuovi nati deve quindi fare riferimento all’Isee 2026 disponibile, anche se non ancora aggiornato con il nuovo calcolo. In caso di esito negativo, la domanda non verrà respinta, ma temporaneamente sospesa: una volta completati gli aggiornamenti, l’Inps procederà al ricalcolo e alla definizione finale delle pratiche.

Assegno unico: cosa succede

Fa eccezione l’assegno unico e universale. Per le mensilità di gennaio e febbraio 2026, l’importo continuerà a essere calcolato sulla base dell’Isee valido al 31 dicembre 2025, poiché la normativa prevede che la nuova annualità della prestazione scatti da marzo.

La relazione tecnica alla manovra quantifica in 465,5 milioni di euro il costo complessivo della riforma per il 2026.

La quota più consistente riguarda l’assegno unico, che assorbirà 340 milioni di euro. In questo caso, la modifica dell’Isee non amplia in modo significativo la platea, ma incide sugli importi: per circa 2,64 milioni di figli, è previsto un incremento medio di circa 10 euro al mese.

Per l’assegno di inclusione, la revisione dei criteri porterà a un aumento di poco superiore al 2% delle dichiarazioni sotto la soglia di 10.140 euro, con circa 14mila nuclei familiari in più potenzialmente beneficiari.

Il Supporto per la formazione e il lavoro potrebbe invece coinvolgere 2.300 nuovi beneficiari, mentre la riforma avrà effetti anche su bonus nido e bonus nuovi nati, con migliaia di famiglie che potrebbero rientrare nelle nuove soglie previste.

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