Cerca

Info utili

Congedo parentale dal 2026: più tempo per i genitori, nuovi limiti d’età e regole aggiornate su malattia e indennità

Il Testo unico su maternità e paternità viene modificato. Congedo parentale utilizzabile fino ai 14 anni, 10 giorni annui di assenza per malattia dei figli dai 4 ai 14 anni e regole economiche invariate

Congedo parentale dal 2026: più tempo per i genitori, nuovi limiti d’età e regole aggiornate su malattia e indennità

La legge di Bilancio 2026, approvata il 30 dicembre, introduce importanti novità a favore delle famiglie con figli minori. Le modifiche intervengono sul decreto legislativo 151/2001, il Testo Unico sulla maternità e paternità, ampliando sia il congedo parentale sia i congedi per malattia dei figli. L’obiettivo è rafforzare le tutele per i genitori, estendendo l’arco temporale entro cui è possibile usufruire dei benefici, senza però modificare il livello delle indennità economiche.

La principale novità riguarda l’età del figlio entro cui è possibile richiedere il congedo parentale. Il limite passa da 12 a 14 anni. Il congedo resta complessivamente pari a 10 mesi, fruibili da entrambi i genitori lavoratori dipendenti, pubblici e privati, anche in modo alternato o contemporaneo. In alcuni casi, come quando il padre utilizza almeno tre mesi di congedo (continuativi o frazionati), il periodo complessivo può arrivare fino a 11 mesi.

Il congedo parentale non va confuso con il congedo di paternità obbligatorio, che resta pari a 10 giorni retribuiti al 100%.

L’estensione fino ai 14 anni vale anche nei casi di adozione nazionale o internazionale e di affidamento: il diritto al congedo può essere esercitato entro 14 anni dall’ingresso del minore in famiglia, rispetto ai precedenti 12 anni.

La stessa soglia anagrafica si applica anche al prolungamento del congedo parentale previsto dall’articolo 33 del D.Lgs. 151/2001, destinato ai genitori di minori con necessità di sostegno intensivo, per un massimo di tre anni complessivi per ciascun figlio.

Sul fronte economico, la legge di Bilancio 2026 non introduce cambiamenti. L’indennità per il congedo parentale resta:

  • all’80% della retribuzione per i primi tre mesi, se il congedo è fruito entro il sesto anno di età del figlio

  • al 30% della retribuzione per i successivi sei mesi, per un totale di nove mesi indennizzati

La novità riguarda solo il limite di età per usufruire del congedo al 30% che viene esteso fino ai 14 anni del figlio, mentre in precedenza il tetto era fissato a 12 anni.

Cambiano anche le regole per il congedo per malattia dei figli. La manovra modifica l’articolo 47 del Testo Unico, raddoppiando i giorni disponibili e ampliando la fascia di età.

Dal 1° gennaio 2026, ciascun genitore lavoratore ha diritto a 10 giorni lavorativi annui di assenza non retribuita per la malattia di ciascun figlio, dai 4 ai 14 anni di età (dal giorno successivo al compimento dei 3 anni fino al giorno del 14° compleanno). In precedenza, il limite era di 5 giorni annui e si applicava solo fino agli 8 anni del bambino.

I 10 giorni spettano a ciascun genitore – quindi 10 al padre e 10 alla madre – e possono essere utilizzati in modo alternato. Anche se non è prevista un’indennità economica, il datore di lavoro è tenuto a versare i contributi previdenziali.

Con queste misure, la legge di Bilancio 2026 rafforza le tutele per la genitorialità, riconoscendo tempi più lunghi per conciliare lavoro e cura dei figli, soprattutto nelle fasi più delicate della crescita. Pur senza aumentare le indennità economiche, l’estensione dei limiti di età rappresenta un passo significativo verso una maggiore flessibilità e attenzione alle esigenze delle famiglie.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Logo Federazione Italiana Liberi Editori L'associazione aderisce all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria - IAP vincolando tutti i suoi Associati al rispetto del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e delle decisioni del Giurì e de Comitato di Controllo.