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Bonus innovazione tagliato: imprese in allarme per il nuovo decreto

Il provvedimento interviene in particolare sul credito d’imposta previsto dal Piano Transizione 5.0, riducendone l’intensità al 35%

Bonus innovazione tagliato

Immagine di repertorio

Cresce l’attenzione delle imprese artigiane piemontesi nei confronti del decreto fiscale approvato nei giorni scorsi, che introduce modifiche rilevanti agli incentivi per gli investimenti in innovazione. Il provvedimento interviene in particolare sul credito d’imposta previsto dal Piano Transizione 5.0, riducendone l’intensità dal 65% al 35%. La revisione riguarda anche la tipologia di investimenti ammessi. Vengono infatti esclusi alcuni interventi legati all’efficientamento energetico, tra cui i pannelli fotovoltaici, che in precedenza rientravano tra le spese incentivabili. Si tratta di una modifica che incide su scelte di investimento già effettuate da numerose imprese, sulla base delle precedenti disposizioni.

Nel corso degli ultimi anni, la normativa legata ai piani Transizione 4.0 e 5.0 ha subito diversi aggiornamenti, accompagnati da una riduzione delle risorse disponibili. I fondi destinati alla misura sono passati da 1,3 miliardi a 537 milioni di euro, con un impatto diretto sulla copertura delle richieste avanzate dal sistema produttivo. Secondo Confartigianato Piemonte, il cambiamento delle condizioni ha effetti rilevanti sulla programmazione aziendale, soprattutto per le imprese che avevano già avviato investimenti confidando nelle agevolazioni previste. Il presidente Giorgio Felici sottolinea come la modifica delle regole in corso d’opera introduca elementi di incertezza, anche per il carattere retroattivo del provvedimento.

L’associazione evidenzia inoltre che il contesto economico attuale, segnato dall’aumento dei costi energetici e delle materie prime, rende più complessa la gestione finanziaria delle imprese. In questo scenario, la riduzione delle agevolazioni e delle risorse disponibili limita ulteriormente la capacità di pianificazione. Confartigianato richiama infine l’attenzione sulla necessità di una maggiore stabilità normativa e di coerenza tra gli impegni annunciati e le misure effettivamente adottate, ritenute elementi essenziali per garantire condizioni operative più prevedibili alle imprese.

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