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Il caso

Dall’ex cappella alla nuova terapia intensiva: il San Giovanni Bosco simbolo della sanità che cambia

Inaugurata la nuova terapia intensiva coronarica del San Giovanni Bosco, nella periferia Nord: l'investimento sanitario da 2,7 milioni di euro

Dall’ex cappella alla nuova terapia intensiva: il San Giovanni Bosco simbolo della sanità che cambia

Un nuovo tassello nella rete della sanità piemontese. È stata inaugurata oggi a Torino la nuova unità di Terapia Intensiva Coronarica dell’ospedale San Giovanni Bosco, nella periferia nord della città: dodici box di ultima generazione ricavati al settimo piano, negli spazi di un’ex cappella, dotati di sistemi avanzati di ventilazione e pressione differenziata.

L’intervento è stato realizzato grazie ai fondi emergenziali del periodo Covid – i cosiddetti “fondi Arcuri” – integrati da risorse della Regione Piemonte, per un investimento totale di 2 milioni e 700mila euro e si inserisce nel solco del piano socio-sanitario 2025-2030, che punta su un approccio sempre più multidisciplinare della sanità.

A rivendicare il risultato, alla cerimonia di questa mattina, è il presidente Alberto Cirio: «Per la prima volta il piano inclinato non è più verso il peggio, ma verso il meglio». Il governatore sottolinea i segnali di inversione: più personale e più posti letto. «Non sono ancora sufficienti – ammette – ma il segno è cambiato».

Una lettura condivisa dall’assessore alla Sanità Federico Riboldi, che insiste sul valore simbolico dell’intervento: «Siamo in una zona complessa della città. Qui lo Stato deve esserci di più, non di meno. Più c’è fragilità sociale, più dobbiamo investire».

Il presidio rafforza così il proprio ruolo in un quadrante delicato della città e nel sistema dell’Asl. «Questo ospedale è stato completamente rinnovato tecnologicamente ed è diventato attrattivo per i professionisti», spiega il direttore generale Carlo Picco, sottolineando anche la funzione di riferimento per il territorio e per l’area vasta.

Negli ultimi anni, infatti, il San Giovanni Bosco ha sviluppato competenze specifiche nella gestione dei casi più complessi di embolia polmonare, con oltre cento pazienti trattati con approcci avanzati. E i numeri dell’attività lo confermano: nel 2024, su 741 angioplastiche complessive, più della metà (421) sono state eseguite all’interno dell’Asl, tra il San Giovanni Bosco e il Maria Vittoria.

Al taglio del nastro presenti anche il vicepresidente Maurizio Marrone e l’assessore Andrea Tronzano, il prefetto DOnato Cafagna, la consigliera regionale Nadia Conticelli (Pd), il presidente della commissione comunale Sanità Vincenzo Camarda e il presidente della Circoscrizione 6 Valerio Lomanto.

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