Cerca

CRONACA GIUDIZIARIA

Maxi-inchiesta sullo spaccio, 56 pusher a processo. E quasi tutti sono italiani

I coinvolti sono di Torino, Nichelino, Beinasco, Moncalieri, Collegno e Volvera. Tra loro, un 70enne

Maxi-inchiesta sullo spaccio, 56 pusher a processo. E quasi tutti sono italiani

Cinquantasei imputati. Hashish, cocaina, marijuana. E una certezza che attraversa le carte dell’inchiesta come un filo nero: quel business non si è mai fermato, nemmeno quando fuori c’era il silenzio irreale della pandemia.
Torino è il centro, ma è solo l’inizio. Perché la mappa dello spaccio disegnata dai carabinieri si allarga e tocca Nichelino, Moncalieri, Volvera, Beinasco, Collegno. Una rete, fittissima, fatta di contatti, parentele, conoscenze. Tutti uomini, quasi tutti italiani. Il più anziano ha 70 anni, il più giovane 26. In mezzo, una geografia umana dello spaccio che racconta più di qualsiasi statistica. Il processo è partito con una mossa tecnica ma decisiva: i difensori - Cristian e Mauro Scaramozzino, Stefania Rullo, Vincenzo Coluccio, Wilmer Perga, Andrea Scaglia, Emanuele Zanalda e Federico Burzio - hanno chiesto al giudice di obbligare la sostituta procuratrice Valentina Sellaroli a riscrivere il capo d’imputazione. Tradotto: chiarire, nome per nome, chi faceva cosa e con quali quantità di droga. Richiesta accolta. Perché così com’è, l’accusa è pesante: produzione, traffico e detenzione illecita di stupefacenti.

Le indagini partono nel 2019, da fonti riservate. E portano a Beinasco, a un bar qualsiasi solo in apparenza. Dentro, un via vai continuo. È lì che la droga arrivata dalla Calabria viene divisa, preparata, smistata. Un hub, direbbero oggi. A gestirlo, un’intera famiglia.
Tra i pusher del “bar dello spaccio” c’è un magazziniere cinquantenne, descritto negli atti come uno «di poca morale». Non solo banco: anche consegne a domicilio, come un rider qualsiasi, ma con tutt’altro carico. Poi ci sono quelli che sognano in grande. Due uomini di Moncalieri che nel 2020 entrano nel giro e puntano a costruire un asse internazionale: Spagna, Marocco, Italia. Un traffico che guarda lontano, mentre il mondo si chiude in casa. Il più anziano, settant’anni, vive a Moncalieri ma è nato in Calabria. Nella sua auto trovano cocaina e un coltello a serramanico. Una vita lunga, finita dentro un’inchiesta che non fa sconti all’età.
E poi le storie, una dopo l’altra. Due albanesi che vivono in corso Unione Sovietica e si muovono con il 2, autobus di linea. Lo spaccio che prende i mezzi pubblici, senza fretta. C’è l’americano, classe 1965, residente a Beinasco, arrestato più volte. Il suo metodo è semplice e rapido: consegna dal finestrino, lato guidatore. Come un McDrive della droga. Il cliente arriva, ordina, riparte. C’è il pusher social, classe 1999, Moncalieri-Beinasco. Usa Telegram per organizzare vendite e incontri. Digitale, veloce, invisibile. Un salto generazionale netto. E poi il quarantunenne ludopatico. Guadagna dallo spaccio, ma perde di più alle macchinette. Un paradosso che diventa debito cronico: spacciatore sì, ma sempre con l’acqua alla gola. Non manca nemmeno il “pusher del pallone”. Linguaggio in codice, quasi folkloristico: “biglietti in tribuna” per indicare la cocaina, “in curva” per l’hashish. Secondo gli inquirenti è responsabile di almeno cento cessioni.
E ancora, lo spacciatore svogliato di Orbassano, infastidito all’idea di doversi spingere fino a Milano per un carico. «Che palle», avrebbe detto. Anche nel traffico di droga, c’è chi fatica a fare straordinari. Durante il Covid, però, qualcosa cambia. I carichi tardano. E allora si taglia. La “bamba” viene allungata, resa più redditizia. E si introduce il “gancio”: ai clienti migliori la droga si dà anche a debito. Una strategia semplice. Li tieni legati, li tieni dentro. Prossim udienza in aula sarà il 24 aprile.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Logo Federazione Italiana Liberi Editori L'associazione aderisce all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria - IAP vincolando tutti i suoi Associati al rispetto del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e delle decisioni del Giurì e de Comitato di Controllo.