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Il Borghese

Bandiere prêt-à-porter

Dai No Tav ai Pro Pal, adesso diventano Pro Maduro (e insultano i venezuelani) VIDEO

Bandiere prêt-à-porter

C'è un video molto divertente che mi hanno girato, ma forse lo dovrei definire istruttivo. Sì, perché «divertente» al limite potrei usarlo come termine sinonimo di «ridere per non piangere».

Allora, si tratta di una manifestazione che la Cgil ha fatto a Roma come protesta per l'azione Trump che ha portato alla cattura di Maduro. Due giovani venezuelani di passaggio provano a spiegare ai manifestanti cosa hanno realmente vissuto lì. «Sei mai andato lì? Ha visto la gente che muore di fame in Venezuela?» dice il ragazzo ai manifestanti - saranno davvero tutti sindacalisti? -, «adesso sono contento perché ci hanno portato via questo dittatore». Ecco, gli stessi pensieri che abbiamo raccolto anche noi a Torino, alla colorata manifestazione dei venezuelani della nostra città, risposta a quella di Potere al Popolo e centri sociali (c'erano anche loro) dove hanno bruciato le bandiere Usa.

E cosa risponde il militante Cgil? «Vai a lavorare». E anche: «Hai abbandonato il tuo Paese. Traditore!». Quindi, per i militanti Cgil, chi fugge da una dittatura, o dalla povertà, è un traditore. L'hanno detto forse ai palestinesi qui in Italia che hanno portato nelle loro manifestazioni? Osano dirlo ai lavoratori immigrati, magari arrivati sui barconi, sfruttati dal caporalato, che so, nelle vigne?

Siamo alla nuova evoluzione della protesta di piazza: troppo poche, ormai, le bandiere No Tav, le si sostituisce con quelle della Palestina; quando ci si accorge di quanto siano «pericolosi» certi compagni di viaggio, allora ecco le bandiere venezuelane abbinate a quella di Cuba. Bandiere prêt-à-porter, in sostanza. Le facce dei «capetti» che vogliono dettare l'agenda a una classe politica talmente debole da farsela dettare, però, sono sempre le stesse. E non stanno mai con il popolo.

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