Il Borghese

Sciopero a Mirafiori, Landini a Torino (per il Referendum) tre giorni dopo

Mentre i suoi attaccano Stellantis ed Elkann, il segretario della Cgil sceglie la campagna. I sostenitori del "Sì" ringraziano

Sciopero a Mirafiori, Landini a Torino (per il Referendum) tre giorni dopo

Oggi Mirafiori fa sciopero. I lavoratori delle Carrozzerie della Fiom si fermeranno infatti quattro ore prima per ogni turno. Uno sciopero circoscritto, se vogliamo, ma pur sempre un segnale da mandare ai vertici di Stellantis, che dopo aver congelato i dividendi - causa perdite miliardarie -, stoppano anche il bonus di 600 euro agli operai, tranne quelli sudamericani o africani ché lì Fiat tira alla grande. Un segnale che, guarda la sfortuna, si perderà il gran capo dei “fratelli tute blu” per dirla alla De André - e ci si perdoni l’accostamento a Lama - ossia Maurizio Landini, segretario Cgil. Il quale è sì atteso a Torino, ma nella giornata di lunedì 2 marzo. E neppure in fabbrica, bensì alle Molinette per incontrare i lavoratori della sanità.

La trasferta è però motivata da ben più pressante motivo dei guai dei lavoratori: il referendum sulla riforma della giustizia. Landini si accompagnerà alla segretaria del Pd Elly Schlein, in campagna per il “No” all’hotel Fortino (dove certo si paleserà il sindaco Lo Russo). Dopo jobs act e cittadinanza - e flottiglie per Gaza - Landini si trova quindi questa nuova battaglia, mentre tutto attorno c’è un florilegio di contratti scaduti, rinnovi bloccati e via dicendo.

E non è che la Cgil, assieme alla Fiom, sia tiepida - a livello nazionale - sul caso Stellantis, tanto da richiedere una convocazione dell’azienda, ossia di John Elkann, direttamente a Palazzo Chigi. Ma il capo no. Lui guida la flottilla referendaria, qualunque sia il quesito: peraltro, con i risultati precedenti, tra i sostenitori del “Sì” hanno già cominciato a far saltare tappi di champagne.

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