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Il Borghese

Lear, ecco i perché e le domande (che nessuno ha fatto) sulla rottura

La due diligence mette in luce i veri conti della Fipa, mentre il Gruppo continua a lavorare per Stellantis

Lear, ecco la verità e le domande (che nessuno ha fatto) sulla rottura

Ci sono cose non chiare (e non dette) nella vicenda Lear/Fipa, la trattativa così bene avviata da autorizzare annunci istituzionali e adesso naufragata, con tanti saluti al progetto - almeno a Grugliasco - di una fabbrica di quadricicli elettrici e al salvataggio di una parte dei lavoratori. Ma al ministero si aspetta una decina di giorni prima di convocare le parti... Con calma, ministro, mi raccomando.

Partiamo dall’inizio: Lear a Grugliasco produceva sedili per Maserati e Fiat 500e, commesse perse per il trasferimento del Tridente a Modena e per la decisione di Stellantis di affidarsi ai turchi di Martur. Si avviano le procedure per la reindustrializzazione: dopo molto tempo salta fuori un gruppo italo-cinese con il piano di una Newco pronta a investire 100 milioni. Quando il suo capitale sociale è di appena 50mila euro... Obiettivo: produrre 20.000 quadricicli elettrici l’anno. Questo quando si arriva a 21.000 venduti in tutta Italia assommando i vari produttori. A qualcuno sembra un target di mercato ragionevole? Stellantis - che è Stellantis - arriva a 7.000 venduti fra Fiat Topolino e Citroen Ami.

Ora, Lear ha interrotto la trattativa, secondo la ricostruzione dei sindacati. Perché? Certo ha attuato la “due diligence”, ossia ha guardato meglio nelle casse della sedicente newco - come noi dicevamo mesi fa - e si è accorta che non ci sono le basi economiche annunciate? Storia già vista, da queste parti, con gli innumerevoli “cavalieri bianchi”, e in Regione dovrebbero ricordarsi la bruciante vicenda Italvolt.

Altra ricostruzione: Lear, che non è solo la (ex) fabbrica di Grugliasco ma è una corporation mondiale, è ancora fornitore di Stellantis per i veicoli Chrysler e Dodge. E venderebbe la fabbrica a un concorrente diretto di un prodotto del proprio cliente (ossia la Topolino)? Nessuno scandalo o novità: si dice che da Stellantis fosse partito un ordine, ai tempi, di non vendere la fabbrica dismessa Mirafiori ai cinesi, per evitare la concorrenza.

Ci piacerebbe avere le risposte a domande (queste) che si sarebbero dovute porre prima, come noi abbiamo fatto. Non è scienza missilistica, in fondo.

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