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La crisi dell'ex Fiat

Stellantis, niente premio di produzione (per le scelte di Tavares ed Elkann). Sciopero a Mirafiori

La denuncia dei sindacati: "Niente investimenti, ma soldi ai lavoratori in Africa e Sud America".

Stellantis perde 22 miliardi e non paga il premio (di 600 euro) agli operai

I conti (in rosso) del 2025 di Stellantis li pagano i dipendenti. Il Gruppo, infatti, oltre a non riconoscere dividendi agli azionisti (tra cui molti lavoratori che hanno aderito all'azionariato per i dipendenti), quest'anno non pagherà il premio annuale ai suoi dipendenti, in Italia e nel mondo (ma con alcune eccezioni). E i sindacati tornano sul piede di guerra. Con un nuovo sciopero, da Mirafiori, per Elkann, dopo quello dei dipendenti della Stampa messa in vendita.

Sul mancato pagamento del premio, parlano FIM, UILM, FISMIC, UGLM, AQCFR, in una nota congiunta dove manca solo la FIOM: "I risultati del 2025 sono stati negativi sul versante delle consegne, del fatturato, della redditività e del cash flow - scrivono -. Questo ha comportato il mancato raggiungimento del livello minimo di AOI europeo, indispensabile per la erogazione del premio. Analogamente il premio non sarà erogato in quasi tutti gli Stati in cui la multinazionale è presente, con l’eccezione del Sud America, dell’Africa e del Medio Oriente".

L'anno scorso il premio era stato di 676 euro a lavoratore, in media, nonostante il free cash flow fosse stato negativo nel 2024. I sindacati hanno chiesto una erogazione una tantum, a riconoscimento dello sforzo di tutte le risorse "impegnate nel tentativo di rilanciare l'azienda", superando anche il ricorso agli ammortizzatori sociali. Ma la risposta è stata negativa. Di fatto, i lavoratori si trovano a pagare - come se non bastasse la cassa integrazione - il prezzo delle scelte sbagliate, per stessa ammissione del ceo Filosa, del precedente management e della proprietà (ossia in primis John Elkann).

"Confidiamo che il lavoro del nuovo amministratore delegato, Antonio Filosa, possa al più presto risollevare le sorti del gruppo - prosegue la nota -, come sembrano attestare i primi segnali di miglioramento colti a fine 2025. Ci auguriamo inoltre che l’Unione Europea sia capace di ammettere gli errori commessi nel regolamentare la transizione all’elettrico, errori che hanno innescato nel settore automotive una crisi senza precedenti e che devono essere corretti prima che sia troppo tardi".

Da qui la richiesta di puntare con decisione sui modelli ibridi e di allocarli in tutte le fabbriche italiane, da Mirafiori a Cassino a Melfi. "Allo stesso tempo chiediamo all’Unione Europea di adottare i principi di neutralità tecnologica e di libertà di scelta dei consumatori, nonché di abolire immediatamente il famigerato sistema delle multe. Le vetture ibride possono oggi rappresentare una soluzione intelligente sotto il profilo industriale, ambientale e per i consumatori, e non vi è alcuna ragione per continuare a penalizzarle a livello europeo".

Al di là delle indicazioni, si tratta comunque di una presa di posizione che arriva a una decina di giorni dalla manifestazione di piazza "Innamòrati di Torino", per il futuro di Mirafiori, con adesione anche di esponenti della politica. Prima ancora, proprio a Mirafiori, era partito uno sciopero spontaneo di poche ore lungo la linea della Fiat 500 Ibrida, a causa dei carichi di lavoro derivanti dall'intensificarsi della produzione (dopo quasi 19 anni di cassa integrazione). Possibile, dunque, che i lavoratori decidano di protestare tornando in piazza? O ricorrendo allo sciopero? In questi giorni nella galassia Agnelli/Elkann gli animi sono già surriscaldati per la cessione della Stampa e di Repubblica, con giornate di sciopero dei due quotidiani. 

E nella mattinata arriva anche la nota della Fiom: "È importante sottolineare che Stellantis erogherà invece il premio negli stabilimenti sudamericani nordafricani e medio-orientali. Questo conferma, che laddove l’azienda decida di investire, come sta facendo in Nord Africa, anche i salari delle lavoratrici e dei lavoratori ne traggono beneficio" dichiarano Samuele Lodi, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile settore Mobilità e Ciro D’Alessio, coordinatore nazionale automotive per la Fiom-Cgil.

"Riteniamo che sia finito il tempo delle scuse e dei facili alibi - scrivono -. Le responsabilità dei disastrosi risultati di questi anni non possono sempre essere riconducibili ad altri. È da tempo che come Fiom denunciamo le sbagliate strategie di Stellantis, a partire dalla più recente relativa all’abbandono sostanziale della strada dell’elettrico fino alla scelta di concentrare i maggiori investimenti soprattutto verso i paesi emergenti. Oramai è chiara la volontà dell’azionista di riferimento, EXOR, di disimpegno delle attività industriali in Italia. La presidenza del Consiglio deve convocare John Elkann".

"Basta con le scuse e le false parole su 'Torino è centrale'. È un altro schiaffo ai lavoratori" dicono dalla Fiom torinese, annunciano uno sciopero di 4 ore, con uscita anticipata su tutti i turni, a Mirafiori, per domani venerdì 27 febbraio.

"Non è giusto che i lavoratori Stellantis, che con la cassa integrazione già pagano le scelte sbagliate del precedente management, non percepiscano il premio di risultato - dice  Luigi Paone, segretario generale UILM Torino -. Ci auguriamo che l'azienda, riconosca una 'una tantum' a tutti i lavoratori, come già fatto in passato da altre aziende del gruppo".

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