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Automotive
14 Febbraio 2026 - 16:50
Non aspettare più un rilancio dall’alto, ma andare a cercare nuovi produttori di auto. È questa la posizione del gruppo dirigente della Cna Torino, che chiede alle istituzioni locali e nazionali di attivarsi concretamente per favorire l’insediamento di nuovi costruttori automobilistici sul territorio piemontese. Per l’associazione l’automotive resta un comparto insostituibile per Torino e per l’intera regione, nonostante negli ultimi decenni si sia registrata una diversificazione produttiva. Il problema, secondo Cna, è che il dibattito pubblico continua a ruotare quasi esclusivamente attorno a un possibile rilancio di Stellantis e alla ripartenza dello stabilimento di Mirafiori. Una speranza che, secondo l’associazione, non trova riscontro nei risultati recenti.
Il gruppo automobilistico ha annunciato investimenti miliardari negli Stati Uniti e in Sud America, oltre a nuovi sviluppi produttivi in altri Paesi. In Italia, invece, la produzione resta sotto le 400 mila unità annue. Mirafiori, dopo gli ultimi anni positivi tra il 2006 e il 2007, è entrata in una lunga fase di cassa integrazione: il 2025 segna il diciottesimo anno consecutivo di ammortizzatori sociali e la produzione è scesa sotto le 30 mila auto nel 2024. Nel frattempo gli addetti si sono dimezzati, attestandosi attorno alle 12 mila unità.
Per Cna il punto non è negare il ruolo di Stellantis, ma prendere atto che il baricentro produttivo si è spostato altrove. Da qui la proposta: creare le condizioni per attrarre nuovi gruppi internazionali interessati al mercato europeo. L’associazione richiama i dati dell’indagine di Unioncamere Piemonte: in Piemonte operano 1.300 imprese a controllo estero, con 183 mila addetti e ricavi in crescita. Il 76% prevede di confermare la propria presenza e il 15% punta ad ampliarla. Un segnale, secondo Cna, che il territorio resta attrattivo grazie a competenze, infrastrutture, sistema formativo e qualità delle risorse umane.
L’associazione rilancia anche il concetto di “Compasso manifatturiero”: in un raggio di circa 35 chilometri dalla Mole Antonelliana si concentra un ecosistema di artigiani e Pmi altamente specializzate, in grado di lavorare in modo integrato in settori che vanno dall’automotive all’aerospazio. Un patrimonio che, secondo Cna, può mettersi al servizio di nuovi player. Il messaggio finale è rivolto a Comune, Regione, Città Metropolitana e parlamentari del territorio: servono politiche attive di attrazione degli investimenti per evitare un progressivo depauperamento industriale e occupazionale.
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