l'editoriale
Cerca
la protesta
14 Febbraio 2026 - 13:05
Numerosi "innamorati" a passeggio oggi per le vie del centro di Torino, ma senza rose e cioccolatini. Infatti, partendo da piazza Arbarello, poco meno di un migliaio di metalmeccanici hanno attraversato il centro città chiedendo un cambio di passo sul futuro dello stabilimento di Mirafiori. Accanto a loro il sindaco Stefano Lo Russo, che ha aperto il corteo degli “Innamorati di Torino” accanto ai segretari di categoria, in prima linea: “L'industria di Torino richiede un rapido e intenso cambio di paradigma e di azioni che devono essere messe in campo, perché quello a cui stiamo assistendo è un processo progressivo di industrializzazione, e quindi abbiamo esigenza di invertire rapidamente la rotta”, sollecitando un’azione più incisiva del Ministero e misure straordinarie per il territorio.
Il nodo è prima di tutto quantitativo. “Per far sopravvivere la carrozzeria di Mirafiori servono almeno 200 mila vetture l’anno”, ha dichiarato Lillo Taormina, della segreteria Fismic Confsal Torino. “Le 100 mila auspicate non sono sufficienti. Chiediamo a Stellantis una vettura su una nuova linea, perché con l’attuale configurazione non saremmo in grado di produrre quei volumi”. Una soglia che diventa la linea di demarcazione tra continuità industriale e declino.
Il tema del prodotto è centrale. Luigi Paone, segretario generale Uilm Torino, delinea l’identikit: “Serve un modello accessibile a tutti, nel segmento delle utilitarie. La fortuna di Fiat è stata quella di fare piccole auto per il ceto medio. Dobbiamo tornare lì per rilanciare il territorio”. L’obiettivo non è solo industriale ma commerciale: "intercettare una domanda oggi compressa dai prezzi elevati e dalla transizione tecnologica". L’errore da non ripetere, avverte Paone, è quello di puntare su un singolo modello senza una pipeline futura: “Oggi, tra 500 ibrida ed elettrica, secondo le stime richiamate dal fronte sindacale, si potrebbe arrivare a 120 mila unità. Ma per saturare gli impianti e garantire stabilità occupazionale non basta”.
Ciro Marino, segretario torinese Uglm, e Silvia Marchetti, segretaria regionale Uglm sostengono che sia necessario “un modello di consumo spendibile, un'utilitaria capace di fare numeri tanto alti da garantire un alto livello produttivo e garantire la sopravvivenza di Mirafiori; l'ideale sarebbe spostare la produzione di un modello già esistente, così da anticipare la produzione ed evitare l'attesa di una nuova progettazione”.
Il fronte sindacale allarga poi lo sguardo alla filiera. Fabrizio Amante, segretario Acqfr, richiama il valore del know-how torinese, dalla progettazione al design fino alla consegna del veicolo: “Siamo un’eccellenza, ma una leadership debole. Rischiamo di perderla per obsolescenza o perché altri sistemi industriali attraggono le nostre competenze”. La interconnessione europea dell’ingegneria, sviluppata con colleghi francesi e tedeschi, rende il sistema più competitivo ma anche più esposto. In un contesto globale integrato, la perdita di volumi produttivi rischia di tradursi in perdita di competenze e centralità.
La preoccupazione, secondo Amante, è che la crisi dell’auto si trasformi in una progressiva deindustrializzazione dell’area torinese, con effetti a catena su componentistica, servizi e indotto. Tra le proposte, l’estensione della Zona economica speciale al Piemonte, per favorire nuovi insediamenti industriali attraverso incentivi e agevolazioni. Una linea sostenuta anche da Fiom-Cgil, che chiede non solo il rilancio di Stellantis su Mirafiori ma l’arrivo di un nuovo produttore. Edi Lazzi, segretario generale Fiom Cgil, rilancia la richiesta di nuove assunzioni, soprattutto giovani, legando il rilancio industriale alla qualità dell’occupazione: “I giovani chiedono un lavoro dignitoso e ben retribuito. Non è una pretesa straordinaria”. Il tema energetico, per le sigle, è un altro capitolo strategico: riduzione dei costi e politica industriale di lungo periodo sono indicati come condizioni necessarie per rendere competitivo lo stabilimento nel quadro europeo. Al centro resta il lavoro.
È intervenuto anche Rocco Cutrì, segretario generale Fim Cisl, delineando la forte partecipazione delle istituzioni, fino ad arrivare al continente: "Abbiamo coinvolto le istituzioni a tutti i livelli, per cui il Comune di Torino, la Regione, l'Europa, perché nell'ultimo evento che abbiamo organizzato abbiamo avuto anche il rappresentante della Commissione Europea sull'industria. Noi siamo in una fase in cui tutti gli attori che si affacciano sulla nostra economia, sul mercato del lavoro, devono mettere a disposizione quelle che sono le loro possibilità, le loro opportunità, i loro strumenti".
Enorme presenza di istituzioni, a partire dai sindaci di Torino e dei Comuni dell’area metropolitana, da Grugliasco a Moncalieri, fino a Chieri. Accanto a loro anche l’assessore regionale Maurizio Marrone, oltre alle consigliere regionali di AVS Valentina Cera e Alice Ravinale. Per il Comune di Torino hanno partecipato l’assessore Jacopo Rosatelli e i consiglieri comunali di Sinistra Ecologista Emanuele Busconi e Sara Diena. Per il Partito Democratico erano presenti la capogruppo regionale Gianna Pentenero, le consigliere Monica Canalis e Laura Pompeo, oltre a Daniele Valle; per il Movimento 5 Stelle la capogruppo regionale Sarah Disabato e l’ex sindaca Chiara Appendino.
I più letti
L'associazione aderisce all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria - IAP vincolando tutti i suoi Associati al rispetto del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e delle decisioni del Giurì e de Comitato di Controllo.
CronacaQui.it | Direttore responsabile: Andrea Monticone
Vicedirettore: Marco Bardesono Capo servizio cronaca: Claudio Neve
Editore: Editoriale Argo s.r.l. Via Principe Tommaso 30 – 10125 Torino | C.F.08313560016 | P.IVA.08313560016. Redazione Torino: via Principe Tommaso, 30 – 10125 Torino |Tel. 011.6669, Email redazione@torinocronaca.it. Fax. 0116669232 ISSN 2611-2272 Amministratore unico e responsabile trattamento dati e sicurezza: Giuseppe Fossati
Registrazione tribunale n° 1877 del 14.03.1950 Tribunale di Milano
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo..