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Il Borghese

Torino, se anche il "bisognino" ferma il treno...

Lamentele ed episodi surreali nella petizione di 7.200 pendolari piemontesi

Torino, se anche il "bisognino" ferma il treno...

Treno fermo in stazione per un “bisognino”. E ritardi a profusione. Sì, c’è anche questo di contorno alla relazione del Co.M.I.S, il coordinamento dei comitati pendolari piemontesi che, ieri mattina, è stato ascoltato nella seconda commissione del consiglio regionale. Pare che sia accaduto su una delle tante linee del servizio locale: a bordo del convoglio, due toilette su due erano fuori servizio. Dunque, è stato concesso ai viaggiatori che ne avevano necessità di “arrangiarsi” in stazione.

Ci si augura che sia un pesce d’aprile, tanto appare assurda la situazione, ma la questione dei pendolari è qualcosa che va affrontata in fretta. Adesso, in consiglio regionale sono state portate 7.200 firme di viaggiatori esasperati dai continui ritardi. E non solo: ritardi e cancellazioni diffuse, sovraffollamento nelle ore di punta, gestione delle emergenze e degli scioperi con disagi che proseguono oltre la fine delle proteste, climatizzazione che non parte, prese elettriche inutilizzabili, servizi igienici fuori uso. E comunicazioni insufficienti. Una bella lista di doglianze per Trenitalia.

Se vi sembrano proteste “banali”, pensate a quanto conta ogni minuto nella vita di un pendolare, quanto ogni cosa debba incastrarsi nelle prassi anche di aziende che non fanno caso alle esigenze dei pendolari. I quali, in fondo, non chiedono la luna, ma semplicemente il ripristino degli orari del 2020, prima della riorganizzazione. Per tutto il resto, probabilmente sanno che dovrebbero rivolgersi a dei santi, non ai politici.

In Germania è nata una piattaforma per scommettere sugli orari dei treni. Se anche lo si facesse qui, probabilmente mancherebbe la connessione in stazione.

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