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Il Borghese
02 Aprile 2026 - 05:50
Treno fermo in stazione per un “bisognino”. E ritardi a profusione. Sì, c’è anche questo di contorno alla relazione del Co.M.I.S, il coordinamento dei comitati pendolari piemontesi che, ieri mattina, è stato ascoltato nella seconda commissione del consiglio regionale. Pare che sia accaduto su una delle tante linee del servizio locale: a bordo del convoglio, due toilette su due erano fuori servizio. Dunque, è stato concesso ai viaggiatori che ne avevano necessità di “arrangiarsi” in stazione.
Ci si augura che sia un pesce d’aprile, tanto appare assurda la situazione, ma la questione dei pendolari è qualcosa che va affrontata in fretta. Adesso, in consiglio regionale sono state portate 7.200 firme di viaggiatori esasperati dai continui ritardi. E non solo: ritardi e cancellazioni diffuse, sovraffollamento nelle ore di punta, gestione delle emergenze e degli scioperi con disagi che proseguono oltre la fine delle proteste, climatizzazione che non parte, prese elettriche inutilizzabili, servizi igienici fuori uso. E comunicazioni insufficienti. Una bella lista di doglianze per Trenitalia.
Se vi sembrano proteste “banali”, pensate a quanto conta ogni minuto nella vita di un pendolare, quanto ogni cosa debba incastrarsi nelle prassi anche di aziende che non fanno caso alle esigenze dei pendolari. I quali, in fondo, non chiedono la luna, ma semplicemente il ripristino degli orari del 2020, prima della riorganizzazione. Per tutto il resto, probabilmente sanno che dovrebbero rivolgersi a dei santi, non ai politici.
In Germania è nata una piattaforma per scommettere sugli orari dei treni. Se anche lo si facesse qui, probabilmente mancherebbe la connessione in stazione.
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