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Nello zaino una Bibbia e 11mila euro. «Io innocente, scappavo per paura»

ughetto
Spaventato, lo sguardo basso, come perso nel vuoto. Quando Daniele Ughetto Piampaschet vede entrare i carabinieri nel suo ultimo “covo”, capisce che è finita e si arrende. Senza tentativi disperati di fuga, senza colpi di testa che avrebbero l’unico effetto di peggiorare ulteriormente le cose. «Sono innocente - le sue prime parole sussurrate con un filo di voce -, scappavo per paura». Poi segue i carabinieri in caserma a Chivasso e nel pomeriggio entra in carcere. La borsa con il necessario per i primi giorni la portano a Chivasso la madre e il padre. Perché non l’aveva preparata Daniele, dopo averla disfatta quando venne assolto dopo 20 mesi di detenzione. Ma in casa, nel nascondiglio, c’era uno zaino. E dentro, secondo gli investigatori dell’Arma, lo scrittore di Giaveno aveva messo tutto ciò che gli sarebbe servito per tutt’altro genere di viaggio: la fuga di un assassino che - sfidando l’ordine di ricerca internazionale spiccato dalla Procura nei giorni scorsi - era pronto per mettersi in cammino.

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