l'editoriale
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14 Ottobre 2020 - 08:23
Salvia, menta, timo e maggiorana. Non a caso, si chiama (o si sarebbe dovuto chiamare) “Il giardino degli aromi”. Peccato che oggi sia un groviglio di erbacce, piante morte o secche e fusti mai tagliati, alti sino a due metri. L’area, degradata e abbandonata, è chiusa da un recinto, sigillato con catena e lucchetto e sorge all’interno del parco Porporati a Grugliasco, zona verde e pubblica molto frequentata. Sono in tante le mamme che, passeggiando con i bimbi davanti al recinto un po’ arrugginito, si chiedono: «Perché lasciare morire un bel giardino così?».
Eppure la storia del parchetto delle piante aromatiche, era partita con un progetto degno della massima attenzione, tanto da meritarsi un finanziamento pubblico da 60mila euro.
Tutto inizia nel 2015, quando il Comune di Grugliasco decide di affidare al dipartimento di Scienze agrarie, forestali e alimentati dell’Università di Torino l’incarico di redigere e realizzare un progetto didattico-educativo per fare rinascere l’area verde, creando un luogo speciale per le attività rivolte a bambini e ragazzi.
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