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Uccide con il martello il figlio mentre dorme, poi si pugnala 9 volte

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«Me lo ha ucciso», grida­va Maria Teresa Chiotti. «Era sconvolta, si è lasciata cadere a terra», raccontano i vicini che abitano in via Vil­lanova, nell'altra parte della villa bifamiliare di Giaveno dove si è consumata la trage­dia.

Alle otto e mezzo del matti­no, appena rincasata, Maria Teresa, 47 anni, ha trovato il marito Adriano Maero, 49 anni, seduto sulla poltrona di pelle marrone del soggior­no, un coltello da cucina conficcato nel petto, cada­vere.

È corsa al piano di sopra dove il figlio William Ga­briele, 17 anni, era letto, a pancia in giù, con le braccia sotto il cuscino. Il cranio era spaccato, il cervello spappo­lato un po' ovunque, colpito più volte dal padre con un martello da muratore che poi i carabinieri hanno tro­vato sull'uscio della stanza. Ucciso da Adriano, forse per una malsana vendetta con­tro la moglie, così, almeno, raccontano i vicini: «Stava­no per separarsi, ma lui non ne voleva sapere. Erano liti continue...». Come quella esplosa nella notte, l'ultima, conclusa con la fuga di Maria Teresa alle sei del mattino, per riparare a casa della madre: «Non ne posso più di lui», le avrebbe detto appena arrivata.

 

Tutti i particolari nell'articolo di Marco Bardesono su CronacaQui in edicola il 28 febbraio

 
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