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Spazio ai “bellissimi”. E i partiti scalpitano

damilano
Se prima del risultato delle urne sembrava acclarato che Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia avrebbero fatto mambassa di assessorati dopo l’elezione di Paolo Damilano sindaco, oggi non è più così. A pesare sugli equilibri di coalizione è quell’11% portato a casa dalla lista di Torino Bellissima, primo partito dello schieramento di centrodestra, che ora si aspetta di essere rappresentato a dovere in giunta. Tra i “bellissimi” a cui sembra essere già stato assicurato un posto in squadra c’è Alessandro Mautino (320 voti), presidente dell’Epat, a cui potrebbe spettare l’assessorato al Commercio. Poco importa poi che Claudia Spoto, direttrice del Teatro Colosseo, abbia raccolto appena 68 preferenze, la sua esperienza la rende papabile per la delega alla Cultura. Spetterebbe poi a Fabiano Zanchi, in prima linea durante l’emergenza Covid come dirigente dei centri vaccinali dell’Asl e degli hotspot guidare il nuovo assessorato al Benessere. Tra le novità che Damilano vorrebbe introdurre all’interno della sua giunta c’è poi quella dell’assessorato al Pnrr, ma su chi debba prenderne in mano le redini vige la massima riservatezza. Tra i nomi che circolano nei corridoi, c’è anche quello dell’avvocato Luca Olivetti, amico personale di Damilano, che sarebbe gradito a una parte della Lega, cui potrebbe andare la delega allo Sport. E se i civici, come pare, avranno un ruolo fondamentale in una eventuale giunta di centrodestra, si dice che l’imprenditore dell’acqua e del vino potrebbe chiedere di scendere in campo (per l’assessorato alla Casa) a Umberto Trabucco, già consigliere di amministrazione di Gtt, che piace alla componente di Fratelli d’Italia più vicina a Ghiglia. Tra chi invece aveva già fatto un passo avanti, dicendosi pronto ad assumere la carica di assessore alla sicurezza, l’ex pm Antonio Rinaudo, che - come è noto - non entrerà nella fondazione Crt. E i politici? Scalpitano. Per la poltrona di vicesindaco acquista nuovo peso la nomina dell’onorevole Claudia Porchietto (Fi). Il partito del Cavaliere non ha regalato grandi emozioni al primo turno, ma con il 5,3% di voti ha dimostrato una tenuta che è mancata agli altri alleati. A Fratelli d’Italia andrebbe poi la presidenza del consiglio comunale, con Paola Ambrogio (1.168 voti), già in Sala Rossa nel mandato 2011- 2016. Resta la Lega, che manderebbe avanti due donne: l’ex consigliera Francesca Parlacino alle Politiche sociali e il chirurgo Maria Elena Rovere per un posto di rilievo.
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