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La vendita di Gedi
17 Febbraio 2026 - 21:10
A Torino (e non solo) i rumors attorno alla cessione dei pezzi del gruppo Gedi non si sono fermati neppure con la visita del presidente Mattarella. Che non ha incontrato John Elkann, al quale non conviene troppo passare in redazione in questo periodo. I colleghi delle due testate, La Stampa e la Repubblica, infatti, continuano a chiedere chiarezza sulle trattative in atto. Soprattutto perché, a quanto pare, i greci che vogliono il pacchetto intero hanno trovato qualcosa che non va nei conti. E, clamorosamente, è venuto fuori che uno dei pretendenti al quotidiano fondato da Frassati vorrebbe come socia nientemeno che Margherita Agnelli.
Partiamo dall'unico dato di fatto: la Sae di Alberto Leonardis, editore de La Nuova Sardegna e altri quotidiani (comprati proprio da Gedi) ha diffuso una nota stampa per definire "priva di fondamento" la notizia che un rappresentante della società abbia incontrato, a Torino, un rappresentante di Margherita Agnelli. Lo scopo di questo incontro (che ci dicono non avvenuto)? Un investimento della madre di John Elkann nella newco che rileverà La Stampa. Ma, si dice sempre a Torino, in un momento successivo al closing, in quanto tutto vorrebbe Elkann meno che fare affari con sua madre, data la battaglia legale in atto. Anche se l'operazione accontenterebbe i nostalgici di tutto nelle mani degli Agnelli: Margherita lo è indubbiamente, come figlia dell'Avvocato. E Gedi sarebbe già suo, se al tempo non avesse "patteggiato" una rinuncia all'eredità in cambio di un miliardo e 300 milioni...
Tra smentite e voci che amplificano i rumors, resta quanto dichiarato a suo tempo, ossia che Gedi tratterebbe in esclusiva con Sae per La Stampa. Questo nonostante le fondazioni bancarie cittadine, dapprima indicate come supporter dell'operazione, si siano chiamate fuori per ragioni ovvie di statuto. Ma quando scadono i termini di questa esclusiva?
Una delle domande dei giornalisti di Gedi, i quali puntano il dito anche sulla trattativa in atto per Repubblica (e le radio) con i greci di Antenna, il gruppo degli armatori Kyriakos sostenuti finanziariamente dal fondo saudita Pif del principe bin Salman. Secondo quanto reso noto dal cdr, dalla due diligence in atto sarebbero emersi problemi, questioni di conti che non tornano. Che per realtà già parecchio in rosso potrebbe essere grave. A meno che i greci non stiano soltanto tirando sul prezzo.
Questo, però, a Mattarella nella sua visita non l'hanno detto.
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