l'editoriale
Cerca
Il Borghese
12 Febbraio 2026 - 05:50
C’è un giudice a Torino. Anzi, una giudice: la gip Giovanna Di Maria che ha chiuso la “via di fuga” di John Elkann dal processo per l’Eredità Agnelli. Il nipote dell’Avvocato, presidente di Stellantis, aveva chiesto la cosiddetta messa alla prova, nello specifico dieci mesi di servizi sociali presso un istituto dei Salesiani - lo stesso il cui banner pubblicitario compare su testate del gruppo Gedi - come tutor di giovani in difficoltà, al termine dei quali il reato sarebbe stato estinto. Invece, questa possibilità è stata respinta. A Torino, dunque, assisteremo a un Agnelli sotto processo? Un evento che non si registrava - a parte le disavventure di Andrea Agnelli e la Juve, che la Procura di Torino minacciava anche di arrestare e poi il caso finì a Roma - dai tempi del Senatore Giovanni Agnelli, capostipite della Dinastia, sotto processo per aggiotaggio in Borsa e salvatosi grazie a un doppio carpiato fra ministro della Giustizia che gli fa da avvocato e il perito della controparte assoldato da Agnelli con un assegno più sostanzioso.
In realtà, ora la partita è tutta da giocare: la Procura, che aveva accolto con favore l’idea della messa alla prova - con il duplice vantaggio di evitare un processo dall’alto impatto mediatico, e dai toni immaginabili, e di scansare il rischio prescrizione che scatterebbe solo nel 2027 -, deve ora procedere con il 415 bis, il rituale avviso di chiusura indagini. E qui arrivano le note dolenti.
Quanto finora emerso, infatti, potrebbe essere solo una parte della mole di documenti in possesso della Procura di Torino. Ne abbiamo avuto una dimostrazione poche settimane fa: a Torino, infatti, è ancora in corso anche una causa civile che vede Margherita Agnelli contro i figli John, Lapo e Ginevra per l’eredità, in particolare per il diritto a quote della società Dicembre che consente il controllo dell’impero. E proprio in questa causa sono confluiti gli atti della vicenda penale, nonché documenti che finora ai magistrati non era servito allegare o citare in ordinanze o decreti: tra questi, il testamento segreto di Gianni Agnelli che designava il figlio Edoardo con una quota superiore a quella poi avuta da John, con tanto di atto di donazione già pronto per la firma e con la data inquietante del 14 settembre 2000, ossia il giorno prima della morte di Edoardo, giù dal viadotto della Torino-Savona.
Nella gran mole di documenti ci sono i carteggi di Elkann e il commercialista Ferrero con il notaio svizzero, con la segretaria Paola Montaldo - dal cui computer, per esempio, provengono quelle mail che stanno facendo muovere la Procura di Roma nell’inchiesta sui capolavori scomparsi degli Agnelli -, ci sono elementi che finora servivano alla Procura per contestare l’efffettiva residenza elvetica di Donna Marella - da cui dipende la validità del testamento e delle donazioni -, ma anche altri che potrebbero essere “imbarazzanti” per Elkann, così come un processo a porte aperte con testimonianze in aula (al di là che potrebbe toccare anche a lui presenziare e deporre, come già ha fatto nell’altra causa in Svizzera).
Si tratta di un imbarazzo che va al di là dell’aura degli Agnelli o dell’onta per le accuse di evasione fiscale o di aver creato fondi all’estero, e che supera quello che, a guardarlo bene, è il conflitto di una madre contro i propri figli per una questione di soldi (anche se sono davvero tanti). Perché l’Eredità Agnelli è dirimente per il controllo di un impero il cui valore è stimato fra i 30 e i 40 miliardi di dollari. E John Elkann è presidente di Stellantis e amministratore delegato di Exor, nonché maggiore “azionista” della Dicembre: miliardi di dollari di valore, ma anche centinaia di migliaia di dipendenti, di lavoratori. E un certo numero di soci, investitori e finanziatori che potrebbero - come hanno già fatto - chiedere conto di queste vicende private.
Abbiamo già detto di come ci sia l’ipotesi che Elkann possa fare un passo indietro, almeno dalla presidenza di Stellantis. Ma un processo - che potrebbe iniziare, anche se poi sarebbe vanificato dalla prescrizione -, che per gli avvocati di Elkann serve «per difendere un innocente». Ma a quel punto si dovrebbero sciacquare in pubblico anche i panni sporchi di sua madre Margherita... Praticamente, il tramonto definitivo di una Dinastia regnante, cui soltanto (certa) Torino sembra credere ancora.
I più letti
L'associazione aderisce all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria - IAP vincolando tutti i suoi Associati al rispetto del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e delle decisioni del Giurì e de Comitato di Controllo.
CronacaQui.it | Direttore responsabile: Andrea Monticone
Vicedirettore: Marco Bardesono Capo servizio cronaca: Claudio Neve
Editore: Editoriale Argo s.r.l. Via Principe Tommaso 30 – 10125 Torino | C.F.08313560016 | P.IVA.08313560016. Redazione Torino: via Principe Tommaso, 30 – 10125 Torino |Tel. 011.6669, Email redazione@torinocronaca.it. Fax. 0116669232 ISSN 2611-2272 Amministratore unico e responsabile trattamento dati e sicurezza: Giuseppe Fossati
Registrazione tribunale n° 1877 del 14.03.1950 Tribunale di Milano
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo..