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Anche i non vedenti contro i monopattini: una petizione per fermare il noleggio

Una raccolta firme per chiedere lo stop al noleggio: ecco come aderire

Anche i non vedenti contro i monopattini: petizione per fermare il noleggio

Anche i non vedenti contro i monopattini: petizione per fermare il noleggio

Una petizione al consiglio comunale per chiedere la sospensione dei servizi di monopattini a noleggio, che tanti problemi stanno creando alle persone con disabilità visiva.

L’iniziativa parte dall’Uici (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti) di Torino e arriva dopo anni di confronto con l’amministrazione cittadina. «Abbiamo tenuto sempre aperta la porta del dialogo, ma le misure finora adottate si sono rivelate del tutto inconsistenti - spiegano Vittorino Biglia, presidente Uici Torino, e Christian Bruno, consigliere Uici Torino nonché primo firmatario della petizione -. Tuttora questi mezzi vengono abbandonati ovunque e per chi non vede o ha gravi problematiche visive il risultato è una giungla urbana. Purtroppo ci sono stati incidenti e alcuni nostri soci hanno rinunciato a uscire di casa da soli, nel timore di farsi male».



L’iniziativa popolare punta a raggiungere (e superare) le 300 firme necessarie a ottenere il diritto di tribuna e di audizione in consiglio comunale. I cittadini possono firmare presso la sede dell’associazione (corso Vittorio Emanuele II 63, 2° piano) negli orari di apertura della segreteria (lunedì h. 14-18; dal martedì al venerdì h. 9-13 e 14-18). Nelle prossime settimane sarà possibile aderire anche in rete, direttamente dal sito del Comune di Torino.

«Non siamo contrari per partito preso all’uso dei monopattini, ma servirebbe una gestione ordinata dei servizi di noleggio, obiettivo che finora, nonostante i nostri ripetuti appelli, è stato completamente disatteso – sottolineano i rappresentanti Uici –. La mobilità sostenibile dovrebbe esserlo per tutti, a cominciare dai cittadini più fragili». Negli ultimi anni l’amministrazione comunale ha tentato di arginare il problema, prevedendo una serie di stalli delimitati in cui lasciare i monopattini a noleggio, ma il più delle volte questi “parcheggi” non vengono usati. Tuttora le persone cieche che si muovono in autonomia, usando il bastone bianco, devono fare lo slalom tra i mezzi in sharing abbandonati ovunque senza logica, rischiando di farsi male. Gli appelli al senso civico non bastano. «Il problema va affrontato alla radice e con misure adeguate» concludono Biglia e Bruno. Da qui la richiesta di sospensione dei servizi in sharing, una soluzione che può sembrare drastica ma che in realtà è già stata adottata da diverse città europee, come Parigi, e italiane, come Bologna e Firenze. Dopo anni di sperimentazione, questi grandi centri urbani hanno optato per uno stop. 

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