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FERMIAMO I MONOPATTINI SELVAGGI

La mobilità (in)sostenibile: a Torino nasce il comitato "Stop monopattini"

In pochi mesi centinaia di incidenti e tre vittime; multe a raffica ma non fermano le irregolarità

La mobilità (in)sostenibile: a Torino nasce il comitato "Stop monopattini"

Torino come Parigi, o anche solo come Firenze: Torino che dice stop ai monopattini selvaggi. Ossia a quel dilagare di comportamenti scorretti come il transito in aree vietate, sui marciapiedi, dove spesso vengono anche “parcheggiati” ostacolando il passaggio delle persone. E nel mirino finiscono soprattutto i monopattini in sharing, quelli delle compagnie che operano sulla base di una convenzione con Torino e la Città Metropolitana.

Parigi ha detto stop ai monopattini a noleggio nel 2023, in seguito a un referendum popolare basato su una domanda semplicissima: “Sì o no ai monopattini a noleggio?”. Firenze, notizia di questi giorni, ha messo fine alla sperimentazione del noleggio. In comune fra le due città la questione del decoro urbano (in particolare per Parigi) e della sicurezza. Lo spettacolo dei monopattini abbandonati in ogni dove, in effetti, non è proprio dei migliori per una città turistica...

A Torino è nato un comitato “Stop monopattini” che sta avviando l’iter necessario per tutta una serie di iniziative volte a bloccare le pratiche scorrette legate ai monopattini elettrici, o comunque a introdurre nuovi strumenti di controllo, una nuova regolamentazione.

La questione è ben chiara a tutti, perché ne parliamo da tempo e anche la politica, con cadenza quasi settimanale, affronta il problema: che si tratti di controlli e sanzioni oppure di incidenti, le statistiche sono impressionanti.

Partiamo proprio dalle sanzioni: secondo i dati della polizia municipale, praticamente ogni giorno vengono elevate una decina di contravvenzioni. E il sentire comune può anche pensare che siano persino poche, considerando come questi arnesi su due ruote sfrecciano a velocità impressionanti lungo le strade, le ciclabili, le aree pedonali. Per tacere poi della sosta vietata.

Secondo le nuove norme del Codice della Strada, i monopattini dovrebbero essere utilizzati indossando il casco e rispettando precisi limiti di velocità: possono entrare nelle Ztl e nelle aree pedonali, ma qui la loro velocità dovrebbe ridursi a 6 chilometri orari. Il sistema di noleggio avviene tramite App e proprio questa dovrebbe ricordare all’utente, tramite mappe colorate, le aree vietate o limitate, mentre l’abbassamento della velocità dovrebbe essere automatico. Come la sosta: se il monopattino non si trova in un’area consentita, l’app dovrebbe impedire il termine del noleggio. Alcuni operatori, compresi tre sui quattro attivi in Torino, chiedono all’utente una fotografia del mezzo parcheggiato, allo scopo di verificare - tramite algoritmo - la regolarità. Questo perché il gps non sempre registra la differenza fra sedime stradale e marciapiede. Diverse testimonianze, però, ci dicono che non sempre questi sistemi di verifica funzionano regolarmente.

Fronte incidenti: nel giro di nove mesi, si sono registrati cinquecento incidenti e tre persone hanno perso la vita. Parliamo degli incidenti “documentati”, quindi quelli che hanno comportato l’intervento della polizia locale o il ricorso al pronto soccorso, ma il dato potrebbe essere più ampio considerando anche gli incidenti “autonomi” con lesioni contenute.

La situazione è questa quindi: o le normative attuali non sono sufficienti, oppure vengono meno gli strumenti di controllo (e a dirla tutta, quanti agenti di polizia municipale ci vorrebbero per controllare tutti i monopattini in circolazione e sanzionare nell’immediato ogni sanzione?).

Dunque, senza alcuna intenzione di limitare i diritti individuali, la libertà di chiunque di scegliere il proprio mezzo di trasporto, ci troviamo nella condizione di sollevare quanto meno un dibattito, poiché il mancato rispetto delle regole da parte di alcuni finisce con il danneggiare anche coloro che osservano invece Codice e normative del buon senso. Come in ogni cosa.

Questo si propone il comitato “Stop monopattini”, che continua a raccogliere adesioni di cittadini comuni, anche tramite il nostro giornale. Nei prossimi giorni, dai membri del comitato, arriveranno le prime importanti iniziative, che prevederanno un coinvolgimento diretto di molte persone, di voi lettori. Perché anche la mobilità sostenibile, per essere tale, deve rispettare regole comuni. Oppure, è insostenibile. E l’arroganza, la maleducazione di chi sfreccia sui marciapiedi, pari a quella di chi occupa con la sua vettura gli spazi riservati ai disabili, non è più sostenibile. Preparatevi anche voi a dire la vostra e continuate a seguirci, vi terremo aggiornati.

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