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Il caso

Alloggi Atc a giovani famiglie; le opposizioni: «Criteri chiari, non l'ennesimo slogan»

Giunta Cirio lancia "Una casa una famiglia": maggioranza parla di svolta per l'edilizia sociale e la natalità, ma per le opposizioni rischia di essere l'ennesimo annuncio

Case Atc sotto la lente

In Circoscrizione 3 è stata chiesta la convocazione di una commissione dedicata sugli edifici di edilizia residenziale pubblica gestiti da Atc, con l’obiettivo di fare chiarezza sulla sicurezza

Se la maggioranza, sul progetto “Una casa una famiglia”, appena annunciato dalla Giunta Cirio parla di “svolta” sull’edilizia sociale e di misura a sostegno della natalità, dalle minoranze c’è a dir poco cautela. Il rischio dell’ennesimo “slogan”, fanno capire, è dietro l’angolo.

«Bene aiutare i giovani, e c’è assoluto bisogno di investimenti per ampliare il patrimonio immobiliare popolare, ma servono dettagli», sostiene la consigliera del Pd Nadia Conticelli. «La casa è una leva importante, ma accanto servono politiche strutturali su servizi e sostegno alle famiglie».

Molto più netta la posizione della capogruppo M5S Sarah Disabato «Per ora solo annunci senza idee precise. Non conosciamo i criteri. Se la misura sarà gestita come altre in passato, rischiano di essere più gli scontenti di chi ne beneficerà», sostiene.

Cautela anche da Alice Ravinale (Avs): «Le case vadano a chi ha bisogno. Siamo davanti a qualcosa che è ancora difficile da commentare. Il tema dell’accesso alla casa è disastroso. Il Fondo Vita Nascente è stato usato per il 70% per gli affitti», fa notare.

Ancora più critica Vittoria Nallo, capogruppo di Italia Viva, per cui «Dopo sette anni al governo, scoprire oggi che servono case per le famiglie non è una visione, è un ammissione di fallimento». «Meglio tardi che mai - aggiunge - ma speriamo non finisca come il Piano Casa della Meloni».

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