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11 Febbraio 2026 - 15:37
E' il secondo step. Dopo il raddoppio - già annunciato nei giorni scorsi - del voucher Vesta, quello dedicato alle famiglie in condizioni economico-sociali svantaggiate. Lo "sprint" alla natalità la Regione Piemonte lo dà anche con le case popolari.
Mille alloggi dell'edilizia sociale - da ristrutturare e rimettere sul mercato - con un canone calmierato, non superiore ai 150 euro al mese, saranno destinati in via prioritaria a giovani coppie e famiglie con figli. È il nuovo intervento-bandiera che la giunta regionale guidata da Alberto Cirio prevede di mettere in campo nel 2026, accanto al capitolo sanità e al progetto del nuovo Parco della Salute (con posa della prima pietra entro - e non oltre - gennaio 2027).
Il piano, presentato questa mattina al Grattacielo della Regione Piemonte, parte da un dato: in Piemonte sono oltre 3mila gli alloggi di edilizia popolare attualmente sfitti perché non abitabili. “Spesso non servono grandi opere — ha spiegato il presidente Cirio — ma interventi di manutenzione straordinaria per circa 30mila euro ad alloggio. Vogliamo recuperare almeno mille appartamenti, utilizzando fondi Fesr e una premialità europea di 36 milioni ottenuta sull’housing sociale”.
Il progetto si inserisce nella strategia regionale di utilizzo dei fondi europei, grazie anche alla presenza costante a Bruxelles, rivendicata dal governatore. Le risorse consentiranno di spostare parte degli alloggi dall’utilizzo ordinario a una dotazione specifica dedicata alle nuove famiglie.
“Vogliamo seguire il motto ‘Una famiglia, una casa’ — ha aggiunto Cirio — e dare un segnale concreto alla natalità. Mille nuove famiglie potranno entrare nelle case popolari con un affitto sostenibile”.
I criteri per accedere al bando sono in fase di definizione. “Stiamo lavorando per coniugare il requisito del bisogno economico con quello dell’esigenza familiare — ha precisato il presidente — ma il parametro reddituale non sarà l’unico elemento. Stiamo valutando anche la possibilità di un riscatto futuro”.
L’obiettivo dichiarato è quello di affiancare al recupero edilizio una politica sociale strutturale, capace di favorire la formazione di nuovi nuclei e ridurre il numero di alloggi inutilizzati.
Sulla stessa linea l’assessore alle Politiche sociali Maurizio Marrone, intervenuto in collegamento. “Vogliamo segnare un cambio di passo sulla riassegnazione e il recupero degli alloggi Atc, una criticità che si trascina da anni. È un piano ambizioso che punta a recuperare lo spirito originario dell’edilizia sociale”.
Secondo i dati regionali, oggi circa il 30% degli assegnatari risulta moroso incolpevole. L’idea della giunta è quella di rimettere in circolo immobili oggi inutilizzati e destinarli a nuclei in grado di sostenere un canone calmierato, riducendo allo stesso tempo il fenomeno della morosità.
Il piano prevede anche un’attenzione all’efficientamento energetico degli immobili recuperati. “Ho dato mandato alle aziende di censire gli alloggi e valutare gli interventi necessari”, ha concluso Cirio.
Il 2026, nelle intenzioni dell’esecutivo regionale, sarà inoltre l’anno della nuova legge urbanistica e della semplificazione amministrativa, all’interno del pacchetto “Cresci Piemonte”, con l’obiettivo dichiarato di intervenire tanto nei piccoli comuni quanto nelle grandi città.
Con “Una famiglia, una casa”, la Regione punta così a rimettere in funzione oltre il 30% degli alloggi oggi sfitti, trasformando un patrimonio inutilizzato in uno strumento di politica abitativa e sostegno demografico.
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