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“Una famiglia, una casa”: la Regione punta a ristrutturare mille alloggi popolari per giovani coppie e neo genitori

Cirio: “Oltre 3mila appartamenti sfitti in Piemonte. Canoni fino a 150 euro per sostenere natalità e nuovi nuclei familiari”

“Una famiglia, una casa”: la Regione punta a ristrutturare mille alloggi popolari per giovani coppie e neo genitori

E' il secondo step. Dopo il raddoppio - già annunciato nei giorni scorsi - del voucher Vesta, quello dedicato alle famiglie in condizioni economico-sociali svantaggiate. Lo "sprint" alla natalità la Regione Piemonte lo dà anche con le case popolari.

Mille alloggi dell'edilizia sociale - da ristrutturare e rimettere sul mercato - con un canone calmierato, non superiore ai 150 euro al mese, saranno destinati in via prioritaria a giovani coppie e famiglie con figli. È il nuovo intervento-bandiera che la giunta regionale guidata da Alberto Cirio prevede di mettere in campo nel 2026, accanto al capitolo sanità e al progetto del nuovo Parco della Salute (con posa della prima pietra entro - e non oltre - gennaio 2027).

Il piano, presentato questa mattina al Grattacielo della Regione Piemonte, parte da un dato: in Piemonte sono oltre 3mila gli alloggi di edilizia popolare attualmente sfitti perché non abitabili. “Spesso non servono grandi opere — ha spiegato il presidente Cirio — ma interventi di manutenzione straordinaria per circa 30mila euro ad alloggio. Vogliamo recuperare almeno mille appartamenti, utilizzando fondi Fesr e una premialità europea di 36 milioni ottenuta sull’housing sociale”.

Il progetto si inserisce nella strategia regionale di utilizzo dei fondi europei, grazie anche alla presenza costante a Bruxelles, rivendicata dal governatore. Le risorse consentiranno di spostare parte degli alloggi dall’utilizzo ordinario a una dotazione specifica dedicata alle nuove famiglie.

“Vogliamo seguire il motto ‘Una famiglia, una casa’ — ha aggiunto Cirio — e dare un segnale concreto alla natalità. Mille nuove famiglie potranno entrare nelle case popolari con un affitto sostenibile”.

I criteri per accedere al bando sono in fase di definizione. “Stiamo lavorando per coniugare il requisito del bisogno economico con quello dell’esigenza familiare — ha precisato il presidente — ma il parametro reddituale non sarà l’unico elemento. Stiamo valutando anche la possibilità di un riscatto futuro”.

L’obiettivo dichiarato è quello di affiancare al recupero edilizio una politica sociale strutturale, capace di favorire la formazione di nuovi nuclei e ridurre il numero di alloggi inutilizzati.

Sulla stessa linea l’assessore alle Politiche sociali Maurizio Marrone, intervenuto in collegamento. “Vogliamo segnare un cambio di passo sulla riassegnazione e il recupero degli alloggi Atc, una criticità che si trascina da anni. È un piano ambizioso che punta a recuperare lo spirito originario dell’edilizia sociale”.

Secondo i dati regionali, oggi circa il 30% degli assegnatari risulta moroso incolpevole. L’idea della giunta è quella di rimettere in circolo immobili oggi inutilizzati e destinarli a nuclei in grado di sostenere un canone calmierato, riducendo allo stesso tempo il fenomeno della morosità.

Efficientamento energetico e nuova legge urbanistica

Il piano prevede anche un’attenzione all’efficientamento energetico degli immobili recuperati. “Ho dato mandato alle aziende di censire gli alloggi e valutare gli interventi necessari”, ha concluso Cirio.

Il 2026, nelle intenzioni dell’esecutivo regionale, sarà inoltre l’anno della nuova legge urbanistica e della semplificazione amministrativa, all’interno del pacchetto “Cresci Piemonte”, con l’obiettivo dichiarato di intervenire tanto nei piccoli comuni quanto nelle grandi città.

Con “Una famiglia, una casa”, la Regione punta così a rimettere in funzione oltre il 30% degli alloggi oggi sfitti, trasformando un patrimonio inutilizzato in uno strumento di politica abitativa e sostegno demografico.

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