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Da carta a mattoni: finalmente parte il Parco della Salute di Torino

Si entra in fase operativa: decreto firmato e gara al Consorzio Sis per 511,6 milioni e 1.040 posti letto (lavori 2025-2031), parte di un piano da 5 miliardi con CUP intelligente e misure contro le liste d'attesa

Da carta a mattoni: finalmente parte il Parco della Salute e della Scienza di Torino

Un decreto firmato, la Conferenza dei servizi avviata e un cronoprogramma definito: il Parco della Salute e della Scienza di Torino entra nella fase operativa. Dal 41° piano del Grattacielo Piemonte, la giunta Cirio ha tracciato questa mattina la rotta della sanità regionale per il 2026, con al centro il maxi intervento destinato a ridisegnare l’assistenza ospedaliera del capoluogo.

Il commissario straordinario Marco Corsini ha firmato il decreto di assegnazione per progettazione, costruzione e gestione al Consorzio Sis. L’investimento complessivo sarà di 511,6 milioni di euro (426 più Iva), con un canone annuale di 39,9 milioni. A questi si aggiungono 84,3 milioni già previsti nella programmazione nazionale (articolo 20 della legge 67/99). In totale il contributo pubblico sarà di quasi 239 milioni, di cui 227 statali e 12 regionali, comprensivi di bonifiche, direzione lavori e collaudi.

L’inizio dei lavori è previsto nel 2025, con conclusione tra il 2030 e il 2031. La nuova struttura avrà 1.040 posti letto su una superficie complessiva di 140mila metri quadrati.

“Ora vediamo mattoni e ruspe”

“Abbiamo ereditato quest’opera senza soldi e senza prospettive — ha dichiarato il presidente Alberto Cirio — oggi invece possiamo parlare di un progetto da oltre 600 milioni di euro. È il più grande investimento in edilizia sanitaria nella storia della nostra regione”.

Dopo un 2025 segnato dagli obiettivi infrastrutturali, come il Tenda e l’Asti-Cuneo, il 2026 sarà per la Regione l’anno degli ospedali. “Abbiamo individuato i siti per undici nuove strutture e raccolto le risorse. Ora finalmente vediamo mattoni e ruspe”, ha aggiunto il governatore.

Corsini, già commissario per il Parco torinese, è stato nominato nei giorni scorsi anche per la Città della Salute di Novara. Il 9 marzo sarà pubblicato il bando per la progettazione del nuovo ospedale di Cuneo, mentre per il Verbano-Cusio-Ossola è stata individuata la localizzazione del nuovo presidio unico a Piedimulera. I progetti di Pellerina e Savigliano saranno tra i primi a essere validati dall’Inail.

Liste d’attesa e nuovo Cup

Accanto ai cantieri, resta centrale il tema delle liste d’attesa, “primo motivo di rinuncia alle cure”, come ha ricordato l’assessore alla Sanità Federico Riboldi.

La Regione proseguirà anche nel 2026 con le prestazioni aggiuntive serali e nei fine settimana, su cui sono stati investiti ulteriori 35 milioni di euro. Nel 2025 sono state recuperate oltre 250mila prestazioni, con più di 5mila operatori coinvolti. Complessivamente, le visite hanno superato quota 2,2 milioni, tornando oltre i livelli pre-Covid del 2019.

“Il problema non è ancora risolto — ha ammesso Riboldi — ma la direzione è quella giusta. La battaglia non si vince con una sola azione”.

Entro l’estate sarà inoltre rilasciata la nuova applicazione regionale per la gestione sanitaria e, entro l’anno, entrerà in funzione il nuovo Cup integrato con sistemi di intelligenza artificiale. L’obiettivo è separare i percorsi di cronicità dal primo accesso e automatizzare i follow-up, riducendo le chiamate e velocizzando le prenotazioni. Per il potenziamento del sistema è previsto anche personale aggiuntivo, con un investimento di circa 500mila euro l’anno.

Un piano da 5 miliardi

Il Parco della Salute è solo una parte di un piano complessivo di edilizia sanitaria da circa 5 miliardi di euro: undici nuovi ospedali, quattro ampliamenti e grandi ristrutturazioni, oltre a 91 case di comunità, 30 ospedali di comunità e 49 centrali operative territoriali.

Tra le novità del 2026 anche la nascita del Corpo logistico sanitario piemontese, una rete strutturata di volontariato per collegare aree periferiche e servizi ospedalieri.

Sul fronte economico, Cirio ha rivendicato segnali positivi per il Piemonte, con una crescita del Pil stimata allo 0,74% nel 2026, aumento delle imprese e tasso di disoccupazione poco sopra il 5%. “I problemi ci sono — ha detto — ma noi siamo quelli della crescita, non della decrescita”.

Per la giunta regionale il 2026 sarà dunque l’anno dei cantieri e delle riforme organizzative. Dopo anni di attese e rallentamenti, la promessa è quella di passare “dalla carta ai mattoni”, con il Parco della Salute come simbolo della nuova stagione sanitaria piemontese.

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