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Tav, tratta italiana pronta nel 2033. Ma mancano i soldi e i tempi sono già stretti

Via alla Conferenza dei servizi per l’Avigliana-Orbassano. E non tutti i sindaci esultano

Tav, tratta italiana pronta nel 2033. Ma mancano i soldi e i tempi sono già stretti

Così cambierà la stazione di Avigliana

Ha preso il via oggi la Conferenza dei servizi per l’approvazione del progetto definitivo della tratta Avigliana-Orbassano dell’asse ferroviario Torino-Lione, passo decisivo per la realizzazione della parte tutta italiana del collegamento italo-francese, quella che in pratica unirà il maxi tunnel di base al capoluogo piemontese.

Il tracciato prevede una prima galleria di 8 chilometri al di sotto della Collina Morenica, seguita da una seconda di altri 4 chilometri prima del tratto allo scoperto che entra e attraversa lo scalo merci di Orbassano per poi congiungersi alla linea esistente di accesso al bivio Pronda e al nodo di Torino. «Il costo aggiornato dell’intera opera - ha annunciato il commissario, Calogero Mauceri - è di circa 3 miliardi di euro, metà dei quali finanziati dalla Commissione Europea». I restanti 1,5 miliardi dovranno essere messi dal governo italiano, che per ora ha finanziato 827 milioni di euro. E questo rischia di essere il primo nodo da sciogliere: una volta che il progetto avrà avuto i via libera, occorrerà comunque attendere il finanziamento per andare a gara. I cantieri avranno poi una durata prevista di 7 anni e, tenendo conto che i primi treni dovrebbero correre sui binari in contemporanea con la conclusione della tratta internazionale, prevista per il 2033, non occorre una calcolatrice per capire che i tempi sono quantomeno stretti: «Speriamo in una riduzione delle tempistiche di cantiere in fase di aggiudicazione dei lavori».

Gli 11 Comuni interessati hanno ora 60 giorni per esprimere le proprie osservazioni, e chiedere aggiustamenti e modifiche, in sede di Conferenza dei servizi: «La nostra intenzione - rassicura Mauceri - è recepire tutte le osservazioni possibili, per venire incontro al territorio». Ma non è un segreto che non tutti i sindaci sono entusiasti di veder approdare sul proprio territorio un’opera così impattante. «La realizzazione della tratta Avigliana-Orbassano della Torino-Lione significa prima di tutto lavoro e occupazione reale per il Piemonte - sottolinea la vicepresidente della Regione, Elena Chiorino - ci aspettiamo che non ci siano osservazioni strumentali ma che servano davvero a migliorare l’opera». Sulle barricate ci sarebbero Rivoli, Rivalta e soprattutto Avigliana. «Abbiamo 60 giorni per esaminare 2.400 file - sottolinea il sindaco di quest’ultima, Andrea Archinà - servirebbero ben altre modalità visto che tra le altre cose si parla di case espropriate e di cantierizzazioni su aree che avevamo destinato ad altre attività. E poi vorrei capire per quale motivo si è sempre detto che l’opera è necessaria per permettere il passaggio di un treno ogni quarto d’ora ma poi nei piani d’esercizio di questo raddoppio non c’è traccia. E allora siamo sicuri che sia necessaria?»

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