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La sanità

Il Cup "intelligente" slitta al 2027: "Così sarà più efficiente"

L'assistente virtuale arriverà non prima del prossimo anno, ritardo dovuto anche al ricorso al Tar presentato dal secondo vincitore del bando

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Foto generica medico e pazienti

Per la nuova interfaccia integrata, promessa di una migliore gestione della burocrazia sanitaria sia per cittadini che per operatori sanitari, bisognerà attendere un altro anno ancora. L'assistente virtuale per prenotazioni e prescrizioni sanitarie, è rimandato. Il nuovo Cup "intelligente", basato sull'Ia, della Regione Piemonte non partirà prima del 2027. A chiarirlo in Consiglio regionale martedì scorso è stato l'assessore alla Sanità Federico Riboldi, spiegando che «per agevolare la transizione dal vecchio al nuovo sistema è stato previsto l'utilizzo dell'infrastruttura attuale fino al 31 dicembre 2026». Una frenata netta rispetto agli annunci iniziali, che indicavano gennaio 2026 come data di avvio del servizio rinnovato, ma che aveva dovuto fare i conti con un ricorso al Tar presentata dall'azienda arrivata seconda al bando.

A sollevare il caso è stata la consigliera di Alleanza Verdi Sinistra Giulia Marro, che ha chiesto conto delle «azioni straordinarie già messe in campo» e dei tempi certi per chiudere definitivamente la procedura di gara. Dal Grattacielo, però, la risposta fotografa uno slittamento di almeno dodici mesi sulla roadmap iniziale, che diventa una "scelta di responsabilità".

Ormai obsoleto, superato, «con limiti strutturali evidenti - dice Riboldi - abbiamo scelto di non limitarci a interventi tampone, ma di realizzare un Cup completamente nuovo, moderno e, primi in Italia, integrato con strumenti di intelligenza artificiale» dichiara. «Non stiamo rincorrendo un problema – precisa l’assessore – ma stiamo anticipando il cambiamento, investendo in innovazione e tecnologia per offrire ai piemontesi un servizio sanitario più efficiente, moderno e affidabil».

Il nuovo sistema sarà sviluppato in due fasi: prima l'avvio centrale, poi la diffusione in tutte le Asl e presso i privati accreditati. Ma, almeno per ora, l'innovazione annunciata resta in coda. E i cittadini continuano a fare i conti con il Cup di sempre.

«La Regione – prosegue Riboldi – ha fatto una scelta chiara: superare definitivamente un modello vecchio e costruire un sistema capace di rispondere ai bisogni attuali dei cittadini, migliorando accessibilità, tempi di risposta ed efficienza complessiva del servizio».

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